"Fratelli coltelli": il centrodestra paga dazio, senza unità non c'è storia

Il dato elettorale non ha concesso attenuanti alla divisione che ha portato alla vittoria del centrosinistra. Fitto chiede il passaggio dalla fase monarchica a quella repubblicana, ma Caroppo risponde: "Sì, ma a partire dalla stessa Puglia"

Raffaele Fitto (@TM News/Infophoto).

LECCE – Il centrodestra pugliese paga un prezzo molto alto sull’altare delle elezioni regionali pugliesi. La divisione tra il nuovo corso di Forza Italia affidato a Luigi Vitali e il gruppo di esponenti del partito e di amministratori vicini a Raffaele Fitto si è radicalizzato così tanto da arrivare ad esprimere due candidati alla carica di presidente: Adriana Poli Bortone da una parte e Francesco Schittulli dall’altra.

Il risultato è stato la vittoria schiacciante di Michele Emiliano, il secondo posto della candidata del M5S Antonella Laricchia e 14 consiglieri eletti complessivamente dai due cartelli elettorali del centrodestra: Forza Italia con il 10% ne ha ottenuti 6, tra cui il salentino Andrea Caroppo, la lista Oltre con Fitto 4 (9.25%), tra cui Erio Congedo, e quella civica per Schittulli altri quattro (6.04), tra cui Luigi Manca. In provincia di Lecce, la roccaforte dell’europarlamentare, Forza Italia è rimasta indietro di circa cinque punti.

Il dato politico, in una regione dove il movimento leghista di Salvini si è fermato al 2.29%, è che il centrodestra diviso non ha nessuna possibilità di vittoria. E forse la batosta elettorale servirà a riaprire quel canale di dialogo che sembra essersi definitivamente inaridito. Raffaele Fitto, ancora formalmente in Forza Italia così come lo sono tutti coloro che a lui fanno riferimento, auspica il passaggio dalla monarchia alla repubblica, con riferimento alla leadership di Silvio Berlusconi.

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Per Andrea Caroppo si tratta di un ragionamento che dovrebbe essere adottato con coerenza anche su scala regionale “considerato che il centrodestra pugliese negli ultimi dieci anni è stato caratterizzato proprio da una pretesa di monarchismo foriera solo di lacerazioni e numerose sconfitte delle quali quella di ieri è solo l’ultima.  Dal voto di ieri, che in Puglia non riconosce monarchi anzi li ridimensiona premiando Fi e non le liste concorrenti, occorre ripartire tutti insieme per riconquistare quel popolo che in buona parte non si presenta alle urne ma che continua a essere maggioranza del corpo sociale”.

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