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Regionali, niente Forleo. Via libera al Vendola bis?

L'Idv, attraverso Di Pietro, apre a Vendola ricandidato, purché libero da chi è coinvolto negli scandali: resta solo Boccia in alternativa. Ma i malumori, da destra a sinistra, sono dei "radicali"

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BARI - L'idea è certamente suggestiva, ma probabilmente resterà tale: Clementina Forleo non sarà la candidata dell'Idv alle prossime regionali pugliesi. Parola di Antonio Di Pietro, che ha escluso questa ipotesi, in quanto dovrebbe prima dimettersi da magistrato (ma è fuori tempo massimo) e poi scendere in politica. L'ultima idea alternativa a Vendola, dunque, nel centrosinistra per l'imminente corsa alle regionali, si sgonfia e lascia spazio a poche vie d'uscita: il governatore, dunque, si prepara ad andare verso una "sofferta", ma sempre più certa ricandidatura, nonostante qualche veto sparso qua e là tra gli alleati. Lo stesso Di Pietro ha chiarito di non avere nulla di personale contro Vendola, perché il problema semmai è chi "gira intorno" al presidente: con la pulizia, dunque, di alcuni settori malati dell'entourage, nulla osterebbe alla ricandidatura del governatore uscente.

L'unico nome interno al centrosinistra, che ancora potrebbe insidiare Vendola, resta sempre quello di Francesco Boccia, ancora in attesa di una maggiore chiarezza sulle alleanze della coalizione. Il centrosinistra non fa mistero di ricercare l'allargamento al centro, aprendo all'Udc, che, però, per voce di Pierferdinando Casini, ha annunciato ancora una volta la formula della "medietà" tra i due poli, salvo in alcune regioni. Dal Pd si augurano che l'eccezione sia proprio la Puglia, dove l'apporto numerico dell'Udc sembra determinante per vincere le elezioni.

Ma dall'Udc non hanno ancora sciolto le riserve (sebbene il coordinatore regionale Sanza ha persino dimostrato una maggiore, ma forse pretattica, disponibilità sullo stesso nome di Vendola) e, nelle ultime ore, Rocco Buttiglione ha rilanciato come possibile candidato presidente Adriana Poli Bortone. Che la senatrice goda dell'affetto e della stima di una grossa fetta dell'elettorato pugliese, lo dimostra anche un recente sondaggio dell'Istituto Crespi che l'ha incoronato come unico leader di centrodestra vincente nella prossima competizione elettorale: il punto è che le ultime vicissitudini al comune di Lecce potrebbero offuscarne la stella e ridurre gli entusiasmi intorno al suo nome. Del resto, nel Pdl continuano a non fare salti di gioia davanti ad una ipotesi del genere, continuando a preferire la candidatura quasi ufficiale di Stefano Dambruoso.

Chi non attende l'ufficializzazione della sua ricandidatura è lo stesso Vendola, che ha già lanciato la sua campagna elettorale, attraverso una "fabbrica di idee", che attraverso il web dovrebbe raccogliere progetti ed esperienze del "Sud che cambia". Intanto per domenica prossima, dovrebbe essere prevista a Bari una manifestazione in cui lo stesso presidente traccerà un bilancio dei cinque anni di governo pugliese, sotto la sua guida.

I malumori, nel centrosinistra, si registrano proprio nelle aree più radicali, dove ogni ipotesi di alleanza con forze moderate o di centro sembra far rabbrividire. Anche a destra, sono le forze più radicali ad evidenziare qualche perplessità in vista della preparazione delle prossime regionali: Destra di Base, ad esempio, attacca il Pdl, che "va di male in peggio". In modo particolare, i circoli ex An di DdB, coordinati da Adriano Napoli, insorgono sulla gestione del Pdl provinciale e in particolar modo della quota spettante ad An attualmente gestita dalla corrente mantovaniana.

"È intollerabile - affermano dal direttivo - che persino .i componenti dell'esecutivo provinciale del Pdl in quota ad An siano strumentalizzati a fini elettoralistici. Il vice coordinatore Congedo sta di fatto ripetendo il comportamento assunto nelle scorse elezioni regionali quando utilizzò la sua carica di presidente provinciale di An per fare leva sui circoli territoriali al fine di farsi votare alla regione. Allo stesso modo ora ha utilizzato il suo ruolo di 'gestore' della quota rappresentativa di An nel Pdl per gratificare suoi vecchi e nuovi sostenitori elettorali in vista delle prossime regionali".
"Invece di pensare ai seri problemi di coordinamento delle varie realtà locali del Pdl - proseguono - si persevera nella politica della salvaguardia degli interessi personali, come se l'elettorato, la base, i militanti di An, fossero un gregge di pecoroni senza cervello buoni solo ad essere 'tosati' elettoralmente all'occorrenza". Secondo DdB, il Pdl deve rappresentare il popolo e la base di An, così come deve rappresentare quello di Forza Italia "senza differenze": "Nessuno, tanto meno chi gestisce oggi le quote di An dopo averla contrastata per anni - puntualizzano con forza -, può calpestare i sacri valori della meritocrazia e del diritto alla rappresentanza di tutte le componenti che militano sul territorio".


DdB denuncia la perdita di molti militanti e per questo ribadisce che "così non va" e che "così non si va da nessuna parte": "I circoli di Destra di Base - si precisa - non subiranno passivamente questa ulteriore ingiustizia e sin d'ora si dichiarano indipendenti da Congedo, Lisi e chiunque intenda continuare a gestire in questo barbaro modo la parte del Pdl spettante ad An".

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