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Tegola sul Piano delle alienazioni: la Regione blocca le varianti per 10 lotti

Il vice presidente del Consiglio comunale, Antonio Torricelli, rende noto il diniego della giunta regionale ad alcune richieste di conformità. I terreni in questione hanno un valore stimato di oltre 20 milioni di euro, molti sono agricoli

L'assessore al Patrimonio, Attilio Monosi.

LECCE –  Il Piano delle alienazioni e valorizzazioni varato dalla giunta comunale per il triennio 2012-2014, che comprende 86 immobili o terreni per un valore stimato di oltre 90 milioni di euro, ha subito uno stop dalla Regione Puglia che ha negato la richiesta di conformità delle varianti urbanistiche relativamente a dieci lotti, per un’estensione totale di circa 108mila metri quadri: alcuni di questi sono infatti classificati come agricoli dal Piano regolatore generale, altre subirebbero, con le variazioni proposte, una modifica di oltre il 10 per cento della volumetria complessiva. Caratteristiche, queste, che impongono il giudizio di conformità dell’amministrazione regionale.

 In realtà, la Regione, che aveva tempo fino al 24 maggio per pronunciarsi, ha dovuto procedere in autotutela con l’annullamento del silenzio assenso, una volta preso atto della sussistenza di rilevanti interessi pubblici.  In sintesi il diniego si baserebbe sull’episodicità delle varianti rispetto alle destinazioni proposte e  sulla carenza di motivazioni delle stesse.

 Ora l’amministrazione comunale ha la facoltà di indire una conferenza dei servizi per superare le criticità rilevate. Il vice presidente del Consiglio comunale, Antonio Torricelli, ricorda, da una parte, come la minoranza, nel corso di tutto l’iter del piano delle alienazioni, abbia richiamato più volte l’attenzione del sindaco, Paolo Perrone, e dell’assessore al Patrimonio, Attilio Monosi, sulla sproporzione del cambio di destinazione in direzionale e commerciale - ma anche in residenziale - oltre che sull’alterazione degli equilibri urbanistici della città con l’alienazione di edifici che ospitano uffici pubblici comunale e scuole; dall’altra, l’esponente del Pd, lamenta il fatto che analogo ravvedimento della Regione non ci sia stato per il precedente piano triennale delle alienazioni, quello relativo al 2010 – 2012.

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