Sicurezza e gasdotto: la Regione al fianco dei Comuni come “parte offesa”

Incontro tra il governatore Emiliano, i sindaci che hanno presentato l’esposto e gli avvocati che seguono la vicenda. Attesa a breve la pronuncia del gip Cinzia Vergine sulla necessità dell'incidente probatorio

Foto scattata all'inizio della riunione.

LECCE – Anche la Regione Puglia interviene nel procedimento penale aperto dalla procura di Lecce dopo la presentazione di un esposto da parte di otto sindaci che hanno sollecitato, per quanto riguarda il gasdotto Tap, l’accertamento di eventuali responsabilità per la mancata applicazione della direttiva Seveso sul rischio di incidenti rilevanti.

Lo ha detto il governatore Michele Emiliano al termine di un incontro una delegazione di amministratori locali e con un gruppo di avvocati presso la sede leccese della Regione, in viale Aldo Moro. Presenti i sindaci di Melendugno, Calimera, Lizzanello, Vernole, Castri (i loro colleghi di Martano, Zollino e Corigliano d’Otranto erano impegnati in una riunione con il commissario regionale per i rifiuti) e i legali Francesco Calabro, Mario Tagliaferro, Luigi Rella, Ladislao Massari e Gaetano Stea oltre alla coordinatrice dell’avvocatura regionale, Rossana Lanza.

Si tratta di una prima mossa dopo la notifica degli avvisi di garanzia alla società Tap, al suo country manager per l’Italia, Michele Mario Elia, alla rappresentante legale, Claudia Risso e al direttore generale del Dipartimento delle infrastrutture energetiche presso il ministero dello Sviluppo Economico, Gilberto Dialuce a Tap è contestata la indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche come responsabilità amministrativa da reato, mentre agli altri indagati l’ipotesi di reato è truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e violazione della cosiddetta Legge Seveso.

“Ho espresso ai sindaci che hanno chiesto e ottenuto la riapertura delle indagini dalla procura di Lecce – ha dichiarato il presidente - il mio compiacimento e ho preso l’impegno di costituire la Regione come persona offesa dal reato, cosa che implica il diritto di partecipare alle fasi processuali indicando elementi di prova”. Emiliano ha quindi accennato ai contenuti della riunione: “Oggi abbiamo posto le premesse per il coordinamento dei collegi difensivi e tecnici in modo da poter partecipare in modo concordato scambiando informazioni e valutazione e se del caso nominando gli esperti che il giudice dovesse giudicare necessari per l’eventuale incidente probatorio. Una riunione molto positiva che consentirà di dare il nostro contributo alla magistratura leccese per tutelare la salute dei cittadini e la pubblica incolumità. Stiamo chiedendo l’applicazione della normativa Seveso che tutela la sicurezza delle persone. Normalmente gli impianti pericolosi non vengono realizzati su spiagge popolate di turisti, ma a qualche chilometro di distanza dall’abitato quindi non riusciamo a capire a quale norma di prudenza corrisponda la localizzazione dell’opera che poi è dal punto di vista della Regione rispetto a Tap”.

Il governatore pugliese ha ribadito la posizione dell’ente che solo per metà è aderente a quella dei primi cittadini che ha incontrato: “La nostra posizione è chiara anche nel nostro programma: favorevole all’infrastruttura ma di assoluta contrarietà alla scelta dell’approdo perché la riteniamo dannosa per l’ambiente, per gli investimenti datti dai Comuni nel turismo e soprattutto crediamo che metta in pericolo l’incolumità delle persone”.

Per Emiliano ci sono delle ragioni fondate per porre la questione della sicurezza: “L’incidente avvenuto in Austria – ha spiegato - dimostra che i gasdotti, come del resto la logica fa ritenere, non sono affatto dei semplici tubi di areazione come qualcuno in maniera incosciente dice, sono dei tubi che hanno all’interno una potenza energetica anche di natura esplosiva come dimostra il fatto che il pubblico ministero, nella richiesta di incidente probatorio, ha sollecitato anche la presenza di un esperto di esplosioni industriali quindi vuol dire che in maniera prudente e con responsabilità vuole sapere se quel gasdotto potrebbe esplodere. Tutti sanno che purtroppo il rischio di esplosione di una tubazione piena di gas esiste sempre quindi bisogna distanziarla dai luoghi maggiormente frequentati dalle persone”. Il giudice per le indagini preliminari, Cinzia Vergine, si pronuncerà a breve sulla necessità o meno di svolgere l'incidente probatorio.

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Soddisfatto dell’andamento del confronto il sindaco di Melendugno, Marco Potì, che dal primo giorno del suo mandato (nel 2012) ha dichiarato la sua contrarietà all’opera: “Avere al nostro fianco la Regione Puglia che si costituirà parte offesa nel procedimento penale non ci fa altro che tranquillizzarci sul fatto che stiamo facendo il nostro dovere”.

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