Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Gasdotto, ci sono tre ipotesi alternative: Squinzano, Torchiarolo e Brindisi

Nella prima riunione presso la Presidenza del Consiglio, la Regione Puglia ha ufficializzato le opzioni per un approdo diverso da San Foca. Tap ha ora una settimana di tempo per valutarne la fattibilità e gli eventuali ritardi rispetto ai tempi previsti

Brindisi.

LECCE - La Regione Puglia scopre le sue carte, ma resta da capire quanto siano effettivamente spendibili: portano a Squinzano (Casalabate), Torchiarolo (Lendinuso) e Brindisi (porto) le ipotesi di approdo del gasdotto Tap alternative a San Foca. Nel primo confronto presso il Dipartimento per il coordinamento amministrativo, andato in scena nel pomeriggio di oggi e conclusosi intorno alle 19.30, il Comune di Melendugno ha ribadito la propria ferma opposizione, mentre ha fatto capolino anche lo spauracchio di un conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale. Scenario, quest'ultimo, del quale il governo non pare entusiasta e dunque si lavora per ampliare il margine di riuscita della mediazione sulle opzioni presentate al tavolo odierno.

In realtà, già in passato le località ufficializzate oggi erano state coinvolte nel dibattito senza però che nessuna di esse assumesse consistenza, restando il confronto polarizzato tra la soluzione progettuale autorizzata con la valutazione di impatto ambientale concessa a settembre e l'opposizione dell'amministrazione guidata da Marco Potì, di molti altri comuni salentini, e degli attivisti del Comitato No Tap. La società ha ora una settimana per valutare la fattibilità delle tre proposte e quantificare l'eventuale ritardo che una variazione di progetto piò comportare sul cronoprogramma, mentre dovranno essere acquisiti anche i pareri delle amministrazioni interessate.

Da ricordare che nello scorso ottobre, nell'ambito di una commissione regionale alla quale avevano partecipato anche i sindaci di Otranto, Melendugno, Vernole, Squinzano, Torchiarolo, il primo cittadino di Brindisi, Mimmo Consales, aveva dichiarato quanto segue“Se è cambiato qualcosa rispetto agli elementi conoscitivi in nostro possesso ce lo venga a dire il presidente del Consiglio dei ministri e ci dica cosa vuole da Brindisi. Solo a quel punto convocherò il consiglio comunale per verificare se permangono le condizioni che ci hanno portato a rifiutare qualsiasi approccio con la Tap. Nessuno tenti di speculare, quindi, su possibili ‘aperture’ che non esistono e che nessuno vuole offrire. Lo sanno bene anche i dirigenti della Tap che si sono guardati bene dal chiedere un approccio con il Comune di Brindisi”.

Quella che si è aperta oggi è l'ultima fase del lungo iter che precede il via libera definitivo al gasdotto: se non matureranno, nei tempi prestabiliti, le condizioni di una soluzione condivisa tra tutti i soggetti convocati, allora la parola finale sarà del Consiglio dei ministri. Di certo la mossa di oggi della Regione Puglia smentisce di fatto le recenti dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente, Lorenzo Nicastro il quale, solo pochi giorni addietro, aveva ribadito il diniego all'approdo a San Foca, ma aveva anche negato la presentazione di ipotesi alternative a San Foca. E invece oggi, Antonello Antonicelli, direttore dell'Area Politiche per la riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale e per l'attuazione delle opere pubbliche, ha palesato le indicazioni del governo regionale che comunque restano subordinate alla valutazione sulla regolarità della procedura seguita dall'apertura della conferenza dei servizi per l'autorizzazione unica (3 dicembre) fino ad oggi. Rispetto a quest'ultimo punto la Soprintendenza per i beni paesaggistici, il cui parere negativo è stato ritenuto assorbito e superato dalla Via, ha ribadito la convinzione che siano state commesse palesi irregolarità mentre l'Autorità di bacino ha ricordato di aver sollecitato per ben quattro volte, ma invano, delle integrazioni documentali a Tap. 

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