Regione Salento, nasce il movimento per il referendum

E' venuto oggi al mondo il movimento "Regione Salento - comitato promotore del referendum per il all'istituzione della Regione Salento". Personalità riunite di Lecce, Brindisi e Taranto

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BRINDISI - E' venuto oggi al mondo il movimento "Regione Salento - comitato promotore del referendum per il all'istituzione della Regione Salento". La firma alle 12, presso lo studio del notaio Roberto Braccio, in piazza Cairoli, a Brindisi. Soci fondatori sono Paolo Pagliaro, Stefano Adamo, Ninni Altamura, Marcello Bellacicco, Domenico Bianco, Marcello Congedo, Claudio D'Alba, Francesco Di Gregorio, Corradino Giuranno, Angelo Maci, Alfredo Melcarne, Roberto Missiani, Alfredo Prete, Piero Quarta Colosso, Franco Ruggiero e Cesare Vernaleone.

Si tratta del gruppo di promotori della prima ora, ai quali si aggiungono altre personalità salentine: Luigi Melica, Pierluigi Portaluri, Corrado De Pascalis, Antonio Spada, Paolo Fedele, Fabio Valenti, Patrizio Angelini, Grazia Maremonti, Patrizia Guastella, Caterina Bagnardi, Francesco, Pastore, Gabriele Greco, Beppe D'Ercole, Franco Ciardo, Giancarlo Colella, Emanuele Vilei, Biagio Buttazzo, Mauro Minnelli, Giuseppe Peluso, Antonio Corcella, Riccardo Riccardi, Menella Scippa Stefanizzo, Francesco Pignatelli, Antonio Filograna, Rosaria Ricchiuto, Paolo Pellegrino, Hervè Cavallera, Floriano Negro ed altri ancora. Liberi professioni, sindacalisti, intellettuali, imprenditori, esponenti di associazioni, riuniti in maniera trasversale. Nei prossimi giorni saranno stabiliti gli incarichi dirigenziali.

Nel corso dell'assemblea dei fondatori, l'editore Pagliaro è stato nominato all'unanimità, per acclamazione, presidente del movimento. Nel breve discorso d'insediamento, ha affermato come sia necessario andare oltre il progetto del Grande Salento e riproporre un'idea antica. Della Regione Salente si parla ormai fin dal 1946, ed è più volte riemersa, nei dibattiti locali, presso le comunità del leccese, del tarantino e del brindisino. Alla base del progetto - secondo i promotori - la convinzione che l'istituzione di una Regione autonoma sia ormai indispensabile, per ragioni economiche, oltre che storico-antropologiche.

Qualche dato? Le tre province riunite formano, di fatto, una sub-regione che (se fosse istituzione riconosciuta) si collocherebbe all'undicesimo posto in Italia su ventuno per numero di abitanti: 1 milione e 800mila abitanti, più di Sardegna, Liguria, Marche, Abruzzo, Friuli, Trentino, Umbria, Basilicata, Molise, Valle d'Aosta. Con una vastità di oltre 7mila chilometri quadrati ed una lunghezza di oltre 450 chilometri.

La prima, vera assemblea, dopo l'estate, cui farà seguito la richiesta, a tutti i Consigli comunali delle province di Brindisi, Lecce e Taranto, di esprimersi positivamente, deliberando a favore dell'ordine del giorno di adesione al progetto d'istituzione della Regione Salento. Basterà che deliberino a favore i Consigli comunali rappresentativi di un terzo dei cittadini, quindi 600mila persone, per ottenere il referendum consultivo. In caso di maggioranza di voti a favore, si potrà proporre al Parlamento di votare la legge costituzionale d'istituzione della Regione Salento, sulla scorta del titolo V, articolo 132, della Costituzione.
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Un cenno particolare sullo stemma: rimanda agli emblemi delle più importanti famiglie nobiliari che si sono susseguite attraverso i secoli sul territorio. Nello scudo il leone rampante dei Brienne, stagliato sul drappo stilizzato dei d'Enghien, su cui rifulge l'astro degli Orsini del Balzo. In fondo al campo domina una torre d'avvistamento aragonese posta a sentinella delle coste della "Terra dei due mari". I colori dominanti: l'oro del sole, l'azzurro del cielo ed il blu del mare. Lo scudo è sormontato da tre stelle che rappresentano simbolicamente le tre province di Lecce, Brindisi e Taranto, un tempo dominio feudale del Regno di Napoli che comprendeva la Terra d'Otranto, entità storica e geografica omogenea.

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