Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Regione Salento, pronta nuova delibera per referendum

Il presidente di "Alleanza per il Salento", Paolo Pagliaro, rilancia la creazione della nuova regione come condizioni per intese elettorali per le prossime amministrative. Il Pd in pressing su Ernesto

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LECCE - Una lista in tutti i comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, una federazione di sigle in tutti quelli al di sopra di quella soglia, sul modello varato nel capoluogo provinciale con "Alleanza per il Salento" (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=28170). Il movimento che fa capo a Paolo Pagliaro ha riunito questa mattina dirigenti e simpatizzanti presso l'hotel President di Lecce, allo scopo di fare il punto della situazione prima della convention del 25 settembre. E intanto affila le armi per la competizione elettorale, offrendo il simbolo della Regione Salento come sfondo di qualsiasi intesa elettorale. L'obiettivo è quello di presentarsi in tutti i centri in cui si andrà al voto, tanto nel leccese quanto nel brindisino e nel tarantino.

Partendo da un punto fisso però, perché - è stato detto chiaramente nella presentazione dal portavoce del Movimento - qualsiasi apertura a sindaci uscenti o aspiranti primi cittadini è subordinata al rilancio della proposta referendaria, arenatasi nelle secche della Corte di Cassazione - contrariamente a quella per il Principato di Salerno - per una formulazione piuttosto infelice delle delibere sottoposte a suo tempo ai consigli comunali (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=25446). E proprio nei giorni scorsi, ha precisato Pagliaro, è stata inviata a tutti i municipi salentini e a quelli che farebbero parte della costituenda regione una nuova delibera.

Quello di oggi, in realtà, è stato un incontro interlocutorio. E' stata forse l'esigenza tattica di tenere alto il morale a spingere il presidente di Apl a convocarlo, nell'attesa che i principali partiti politici chiariscano la propria posizione rispetto alla principale rivendicazione del Movimento, l'autonomia del Salento dalla Puglia. Il Pdl, fino a questo momento, si è detto nettamente contrario; qualche timida apertura è venuta da qualche dirigente di secondo piano del Pd ma in genere nessuna forza politica tradizionale ha dimostrato reale interesse verso il progetto. Fatto che sembra spingere Pagliaro e i suoi ad una scelta solitaria o, al limite, all'interno di un terzo polo. Anche il sondaggio di LeccePrima viaggia in questa direzione. Circa il 40 per cento dei votanti vorrebbe tenersi alla larga da alleanze tanto con il centrodestra che con il centrosinistra, mentre il 25 per cento auspica una coalizione con coloro che sottoscrivono il programma autonomista e riformista (i dati sono in costante aggiornamento, Ndr).

Ma sono settimane convulse, queste, e poiché la politica ha la memoria corta, il quadro potrebbe cambiare da un giorno all'altro. I maggiorenti romani e non solo del Pd stanno cercando di convincere l'avvocato Ernesto Sticchi Damiani ad accettare la candidatura, invito che al momento sarebbe stato respinto. Ma le avances democratiche non sembrano indirizzate alla ricerca di almeno un'alternativa a Carlo Salvemini per le primarie del centrosinistra, quanto per individuare una figura sulla quale possa convergere l'Udc e, perché no, magari anche Io Sud, movimento verso il quale però anche il Pdl, grazie ai buoni uffici di Alfredo Mantovano, pare aver riaperto qualche spiraglio. L'elettorato, intanto, resta a guardare.

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