Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Patrimonio ed ambiente, punti centrali del dibattito a Palazzo dei Celestini

Nel corso del consiglio provinciale odierno, presentata ed approvata la relazione del difensore civico, Giorgio De Giuseppe. Tra i temi, l'alienazione della Caserma dei vigili del fuoco, l'energia e la riduzione delle emissioni

LECCE - La relazione annuale 2012-2013 del difensore civico provinciale, Giorgio De Giuseppe, al centro del consiglio provinciale odierno, a Palazzo dei Celestini: nella prima parte, sono stati riferiti i ricorsi, prodotti da cittadini avverso il rifiuto di esibizione di atti da parte di amministrazioni locali, in crescente aumento probabilmente per la gratuità e per l’obbligo a definirli entro trenta giorni.

La relazione ha esaminato l’attività svolta ai fini del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa della Provincia, soffermandosi sul controllo di legittimità di determinazioni dirigenziali effettuato a richiesta di consiglieri provinciali: da quest’anno, a tali controlli si è aggiunto, per iniziativa del difensore civico condivisa dal consiglio provinciale, l’esame trimestrale di dieci determinazioni individuate con il metodo del campione a sorteggio, così da ampliare  l’indagine sulla legittimità dell’attività amministrativa.

La seconda parte della relazione è stata dedicata alle iniziative assunte circa le più diverse questioni relative alla difesa di interessi diffusi su segnalazione di cittadini, di associazioni o per propria iniziativa. Il documento fornisce un quadro sintetico delle manifestazioni, svoltesi il 22 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Terra, che il Consiglio provinciale, su suggerimento dell’ufficio del difensore civico, ha deliberato di istituire dal 2010. A tale manifestazione hanno partecipato comuni, istituti scolastici ed associazioni ambientaliste in numero maggiore rispetto allo scorso anno. Ha concluso la relazione il capitolo relativo al convegno internazionale di studi su “Difesa civica in Europa ed in Italia” svoltosi a Lecce nello scorso novembre.

Le relazioni, affidate a  studiosi italiani e stranieri, hanno confermato come l’istituto della difesa civica sia affermato e consolidato in tutta Europa, “dalla Scandinavia alla Russia - ha sottolineato De Giuseppe -, mentre in Italia è disomogeneo, disarticolato ed episodico, tanto da essere stato soppresso nei Comuni e da operare attualmente soltanto in 8 regioni e 26 province. Tale diffusione a macchia di leopardo è costituzionalmente incompatibile con il diritto dei cittadini ad avere tutti eguali garanzie e tutele. Soltanto una legge quadro può salvaguardare un importante istituto dalla crisi in cui si trova, rendendolo obbligatorio”.

Un ringraziamento al lavoro svolto è stato espresso, dopo interventi sia dalle file della maggioranza che dell’opposizione, dal presidente Antonio Gabellone, che ha evidenziato il “metodo di lavoro che guarda a tutte le istanze e che è garanzia per questo consesso e per tutti". "In questi anni - ha precisato - la difesa civica si è consolidata, soprattutto nel raccordo col mondo dell’associazionismo, portatore di interessi diffusi, anche su terreni delicati, con possibilità di confronto per ricondurre tutti alla discussione libera e democratica”.

Il Consiglio provinciale ha poi affrontato il tema dell’alienazione dell’immobile che attualmente ospita la Caserma provinciale dei Vigili del fuoco di Lecce, lungo viale Grassi. Il presidente Gabellone nel suo intervento ha ricostruito i contenuti delle comunicazioni avute nel tempo dal Ministero dell’Interno che, dopo un’iniziale offerta d’acquisto di 1 milione e mezzo di euro, è arrivato a offrirne appena 1 milione e 200mila, dilazionati in rate trentennali: “L’immobile e l’area - ha puntualizzato - se valorizzata, ne vale molti di più". Non ritenendo, dunque, congrua l’offerta del Ministero dell’Interno, il Consiglio provinciale l’ha respinta con 21 voti favorevoli e 3 astenuti (Pd), chiedendo nel deliberato al Comune di Lecce la modifica della destinazione d’uso dell’area, ora destinata solo ed esclusivamente ad ospitare strutture militari. 

All’unanimità è stato poi approvato il punto riguardante il Rendiconto della gestione 2012 dell’Istituto di culture mediterranee della Provincia di Lecce. Stessa sorte per il punto relativo alla promozione delle fonti rinnovabili produzione energia per la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, con riferimento alle iniziative per incentivare gli enti locali ad installare impianti, presentato e illustrato dall’assessore alle Politiche per l’Energia Renato Stabile.

Con questo provvedimento, il consiglio fa voti a diversi organi istituzionali (presidente del consiglio dei ministri, ministro dell’Ambiente, Tutela del territorio e del mare, ministro dell’Economia e Finanze, ministro dello Sviluppo economico, deputazione parlamentare salentina, presidenti delle commissioni Ambiente di Camera e Senato, presidente della Regione Puglia, assessore regionale allo Sviluppo Economico, consiglieri regionali) perché adottino ogni misura idonea ad incentivare e favorire, mediante erogazione di contributi economici, la realizzazione da parte degli enti locali di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico e microeolico) su edifici, immobili e beni di loro proprietà (con preferenza per gli edifici pubblici siti in aree industriali e artigianali dismesse e in disuso, anche con finalità di bonifica di coperture in amianto).

Contestualmente si chiede anche al presidente del Consiglio dei Ministri ed ai competenti ministri di adottare un intervento migliorativo in materia di tariffe agevolate per le amministrazioni pubbliche che realizzino impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili con basso impatto visivo e nel rispetto dell’ambiente e perché promuovano, anche promuovano un provvedimento atto ad escludere i fondi destinati alla realizzazione dei suddetti impianti dai vincoli del Patto di Stabilità.

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