Renzi: "Tap si farà". Ma apre ai sindaci su approdo alternativo. Potì: "Subito confronto"

Il premier ha incontrato a margine della Fiera del Levante una delegazione di quaranta primi cittadini. Il sindaco di Melendugno chiede che Regione, Anci e Comuni s'incontrino al più presto per arrivare a una proposta decisiva e condivisa su di un luogo diverso da San Foca. Ma il tempo stringe

Potì oggi a Bari.

BARI – Il premier Matteo Renzi è oggi più che mai determinato ad andare avanti sul gasdotto, un progetto che ritiene strategico per l’Italia. Non per questo si è chiuso del tutto nelle posizioni, quantomeno in merito alla collocazione del tratto terminale dell’infrastruttura progettata dalla Trans Adriatic Pipeline.

Come noto, una vasta fetta delle contestazioni provenienti dalla Puglia, riguardano soprattutto la locazione, quella marina di San Foca, territorio di Melendugno, che in tanti proprio non riescono a concepire come punto d’approdo per una simile opera. Il timore è legato a un possibile sfregio del territorio, esteso dalla costa di località San Basilio all’entroterra, laddove – nel sottosuolo - si snoderà il passaggio del condotto.

Le posizioni in realtà sono tante e presentano varie sfaccettature, in qualche caso diametralmente opposte. Ad esempio, a chi si oppone a priori a Tap, come linea di principio e ritenendo inutile, perfino dannosa l’opera (per l’ambiente e la salute, e senza reali ricadute economiche), c’è chi, anche in Puglia, non manca di sostenere il gasdotto, considerandolo indispensabile per l’Italia e con positivi risvolti per le tasche dei cittadini, pur rimanendo comunque perplesso sulla possibile scelta di San Foca, di cui intende salvaguardare la vocazione turistica.

Ed è quest’ultimo, dunque, il principale trait d’union fra le varie teorie, la materia sulla quale Renzi ha mediato in un breve incontro con alcuni sindaci salentini (una piccola delegazione, per motivi di sicurezza, con Michele Emiliano che fatto da tramite) tenuto a margine dell’inaugurazione della 78esima edizione della Fiera del Levante, a Bari. Il tutto riassumibile quindi oggi più che mai in uno slogan: Tap sì, ma non per forza a San Foca.

Nel capoluogo pugliese, come noto, si sono ritrovati una quarantina di primi cittadini della provincia di Lecce, partiti in tarda mattinata in auto e pullman. Hanno deciso di cogliere la palla al balzo della presenza del presidente del Consiglio in Puglia, per far sentire da vicino e in presa diretta la voce del dissenso, manifestare la propria contrarietà a un progetto visto come invasivo.

Renzi, dopo aver spiegato davanti alla platea di essere disponibile a sentire la voce di tutti e di rispettare le posizioni contrarie, ha comunque subito messo le mani avanti, ribadendo l’impossibilità di bloccare una monumentale opera pubblica che parte dal lontano Azerbaigian, soffermandosi soprattutto sulla sua utilità per il Paese.

Poi, lontano dai riflettori, ha accolto in una piccola sala i sindaci dei territori maggiormente interessati dal passaggio dell’infrastruttura, Marco Potì di Melendugno e Luca De Carlo di Vernole, che sono stati accompagnati dal senatore Luigi Perrone, presidente regionale dell’Anci. A loro, subito dopo, il compito di illustrare ai colleghi rimasti all’esterno l’esito del dibattito faccia a faccia con il premier.  

Contattato telefonicamente, Potì ha spiegato di aver consegnato direttamente nelle mani di Renzi quasi una quarantina di delibere, che rappresentato la voce delle comunità rispetto al progetto di Tap. Il premier ha ribadito anche davanti ai pochi presenti di essere aperto al dialogo e, quindi, alla possibilità che si trovi un approdo alternativo, ed ha garantito l’interessamento sul caso del viceministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti.

Qualora, però non si dovesse arrivare in maniera condivisa a una soluzione valida e definitiva, ha anche rilevato che si andrà avanti sulla strada attuale. San Foca e il Salento, insomma, restano ancora in bilico. Con un messaggio ben preciso che sembra emergere fra le righe: il loro destino è nelle mani dei pugliesi. Anche se il senatore di Sel, Dario Stefàno, presente a sua volta Bari, ha voluto commentare: “La decisione finale non spetta a loro (ai sindaci, Ndr), ma al Governo nazionale”.

Una domanda, a questo punto, è più che lecita: quant’è realmente praticabile la strada che porta lontano dalla costa adriatica melendugnese? Quali margini ci sono, a livello temporale?

Potì ritiene che il lavoro debba iniziare subito e chiede espressamente che attorno a un tavolo si siedano al più presto per un confronto oggi più che mai vero e decisivo tutti gli attori in gioco. Quindi: Comuni, Anci e Regione. Tutti assieme, non solo per esprimere contrarietà, ma anche e soprattutto per “trovare soluzioni alternative e meno impattanti”. E augurandosi che quella di Renzi sia “una disponibilità vera e non di facciata”, il sindaco di Melendugno ha aggiunto: “Adesso sta al territorio trovare questa soluzione e presentarla di fronte alla società”. Con il vincolo che ne tenga conto senza opporsi.

Facendo un passo indietro a livello temporale e tornando al discorso pubblico di apertura della Fiera, è spettato al presidente della Regione, Nichi Vendola, farsi portavoce del dissenso. Ha posto l’accento sui rilievi mossi dal ministero dei Beni culturali e quindi sulla validità dei “giudizi scientifici”.

Applausi sono scrosciati in sala, con i sindaci salentini in testa, quando Vendola ha rimarcato l’orgogliosa protesta di chi difende il proprio mare e la propria terra, che ha il sacrosanto diritto di protestare contro le trivelle. S’è detto favorevole all’energia rinnovabile e contrario all’uso dell’Adriatico come “piattaforma energetica”, a tutela di fondali e pesca, pur non dimenticando lo scenario attuale in Russia e la necessità di arrivare all’autosufficienza energetica.

“Ma non è la ‘sindrome di Nimby’ - ha detto in un passaggio - che spinge tutto il Salento a difendere un sito di pregio naturalistico, paesistico e archeologico, in cui si prevede di portare il tubo di un gasdotto”, piuttosto sono i rilievi a livello scientifici, già mossi per ben due volte dalla commissione di Via della Regione sulla scorta di diversi pareri illustri.

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Chi è del tutto contrario a Tap è il Movimento 5 Stelle, che ricorda il prossimo appuntamento del 20 settembre. La senatrice Barbara Lezzi invita per quella data cittadini, comitati, associazioni e istituzioni a partecipare alla manifestazione che si terrà tra San Foca e Melendugno. “Nonostante la Regione abbia commesso in passato il grave errore di lasciare che la Puglia fosse inserita nella rete dei gasdotti italiani, quando avrebbe potuto scegliere di esentarla nel 2010, oggi è necessario lavorare in un'unica direzione: per far si che Tap non si realizzi sulla meravigliosa costa di San Foca e in nessun altro luogo in Puglia, tutelando interamente questa regione”. 

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