Anpi: “Legittimazione vergognosa del raduno neofascista”

Il comitato provinciale dell'associazione dei partigiani rivendica l'azione di denuncia portata avanti da mesi e stigmatizza il silenzio dell'amministrazione sulle violenze dei fascisti romani alla vigilia della festa di CasaPound

Il secondo da destra è Umberto Leo, leccese, combattente per tutta la durata della Resistenza.

LECCE – Di seguito il comunicato del comitato provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia che insieme ad altre realtà associative ha organizzato un presidio di tre giorni a Porta Napoli contro la manifestazione nazionale che il gruppo di estrema destra, CasaPound, ha organizzato alle porte di Lecce. La nota è la risposta alla presa di posizione del sindaco dopo le tensioni registrate nel corteo che ha sfilato ieri pomeriggio, durante il quale sono stati anche esplosi potenti petardi che hanno spaventato le persone presenti in gran numero nelle vie interessate dal passaggio.

“La nostra azione di denuncia del raduno nazionale di CasaPound, travestito da ‘Festa nazionale’, fatta pubblicamente e per tempo, ha contribuito a suscitare la passione civile e antifascista di questa città. Il presidio democratico a Porta Napoli di tre giorni, promosso da un coordinamento antifascista di realtà strutturate come Arci, Anpi, Link-Udu, Cgil e tante altre realtà associative e antirazziste, è stato vigile, presente e partecipato. La lettera-appello affinché non si dessero dalle amministrazioni comunali spazi pubblici ai nuovi nazifascisti, ha visto numerosissime adesioni della società civile, degli intellettuali, della Lecce antifascista”.

“Come si è ben visto sin dalla notte precedente la kermesse neofascista, tenuta in un luogo privato nell’agro di Surbo, quell’adunata ha manifestato subito i suoi risvolti squadristici che avevamo già denunciato. Svariate decine del gruppo romano di punta di CasaPound si sono dedicate ad aggressioni e danni agli arredi urbani in pieno centro città. La signora Poli Bortone, ex senatrice ed ex europarlamentare, ex sindaco della città, ha ritenuto di andare a colloquiare con Borghezio al raduno neofascista, così come un consigliere regionale di Forza Italia e come l’ex assessore ai Servizi sociali della provincia di Lecce che hanno così facendo legittimato quell’adunata triste”.

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“Su tutto questo il sindaco della città che aspira ad essere capitale europea della cultura e che è ben nominata nella propaganda di CasaPound a livello nazionale non ha trovato nulla da dire ed eccepire. Il comportamento di quella parte di classe politica salentina teso a legittimare e minimizzare il raduno neofascista nazionale è soltanto vergognoso”.

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