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Posti di lavoro, Antonio Capone: "Berlusconi più cauto di Loredana"

Proseguono le polemiche sulla promessa della vicepresidente della regione, di incrementare l'occupazione. Il candidato della lista "Verso Lecce", ha attaccato l'esponente del Pd, accusandola di "vendere fumo", come l'ex premier

Antonio Capone

LECCE - La promessa dei duemila posti i lavoro, garantita dalla candidata democratica, Loredana Capone, ha innescato alcune reazioni anche nell'altro aspirante primo cittadino, omonimo, Antonio Capone. Il candidato della lista  civica "Verso Lecce", ha descritto come "gravi" le dichiarazioni rilasciate dalla vicepresidente della Regione Puglia, relative all'incremento occupazionale che, una volta eletta, sarebbe in grado di stimolare.

"Qualche anno addietro, in tempi di crescita, un altro venditore di fumo promise un milione di posti di lavoro. Fatte le dovute proporzioni, possiamo oggi dire che Silvio Berlusconi si mantenne più cauto di Loredana Capone. Speriamo che Carlo Salvemini e Sabrina Sansonetti non rincorrano la vicepresidente della Regione, alzando quotidianamente l'asticella di coloro a cui si promette di dare lavoro, perché, così facendo, fino a domenica sera alle ore 22, correremmo il rischio di raggiungere la piena occupazione non soltanto della città, ma anche della provincia".

Sono alcune delle dure parole che ha diramato, in una nota, Antonio Capone, per poi proseguire: " E' offensivo per i cittadini sentirsi abbindolare con tali promesse, impossibili da mantenere proprio a causa di quelle politiche nazionali e regionali che la Capone condivide e di cui in parte è artefice. Sono certo che i leccesi sapranno soppesare promesse di tal portata, trasformandole in un vero e proprio boomerang. I posti di lavoro non si creano con la bacchetta magica ed i leccesi sapranno tenerne conto".

 

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