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Il consigliere passa al contrattacco: “Io aggredito da facinorosi”

Roberto Martella racconta di essere stato invitato dalla comunità senegalese ed annuncia l'intenzione di chiedere conto dell'episodio di cui è stato protagonista. Pareri diversi, da destra a sinistra, sulla vicenda

LECCE - La polemica era nell’aria. Forse inevitabile, quando c’è di mezzo un esponente politico. E di fatti non tarda ad esplodere, a poche ore di distanza dall’espulsione dal corteo antirazzista del consigliere comunale leccese, Roberto Martella, per la sua partecipazione una settimana fa ad una manifestazione di Casa Pound. È lo stesso Martella, che annuncia l’intenzione di chiedere conto pubblicamente di quanto avvenuto in sede di consiglio comunale, parlando chiaramente di “aggressione” e “minacce subite” da “un gruppo di facinorosi” in occasione del corteo: “Non ho avuto timore – dichiara -, sono andato via solo per senso di responsabilità e per evitare guai peggiori”.

Il consigliere spiega di essere stato invitato personalmente alla manifestazione dalla comunità senegalese di Lecce: “Ho accettato di buon grado – racconta - perché sono da sempre vicino ai valori che sono alla base del vivere civile. Ho deciso di abbandonare il corteo non certo per timore ma solo e semplicemente per senso di responsabilità, perché invitato a farlo dalle forze dell'ordine e per evitare che si potessero alimentare episodi ben più gravi di quello in cui sono rimasto vittima”. “Ad ogni buon conto – conclude -, porterò questo gravissimo episodio all’attenzione del consiglio comunale affinché i colleghi di centrosinistra rendano conto in sede istituzionale su quanto accaduto e, in particolare, sull’assoluta inerzia e mancanza di solidarietà nei confronti di un consigliere comunale”.

Ma le associazioni antirazziste salentine (Rete antirazzista Salento, Anpi Lecce, Cgil Lecce, comitato provinciale Arci, Adoc Lecce, Comitato per la difesa dei diritti degli Immigrati, Ass. Mujmuné - A Sud di nessun Nord, Ass. Etnos, Ass. culturale Josè Marti, Officine Culturali Ergot, Casa delle Donne Lecce, Circolo Arci Zei), nell’esprimere soddisfazione per la forte partecipazione alla manifestazione cittadina indetta dalle comunità migranti, rilanciano, sostenendo di ritenere “assolutamente incoerente, inopportuna e lesiva l’odierna partecipazione del consigliere comunale Roberto Martella, presente addirittura e forse non a caso in testa al corteo, avendo questi presieduto ed autorizzato solo pochi giorni fa un’iniziativa nella periferia cittadina proprio di Casa Pound”. “Inopportuna” viene giudicata anche la presenza dell’assessore provinciale D’Antini dal momento che “solo un anno orsono – chiariscono - un noto leader politico di Casa Pound è stato accolto in pompa magna nella città con gli onori proprio dell’amministrazione provinciale. Gli amministratori locali non possono pensare di poter sdoganare in città gruppi reazionari, xenofobi e dichiaratamente neofascisti e, nel contempo, prendere parte ad una manifestazione di solidarietà e di protesta per il grave episodio di Firenze, avvenuto proprio ad opera di un esponente di Casa Pound”.

Perrone: “Aggressione a Martella. Episodio gravissimo”

perrone1-3-3Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, interviene sull’episodio che ha visto coinvolto Martella, “fatto allontanare deliberatamente da un gruppo di facinorosi, al’interno del quale erano presenti esponenti dei Centri sociali e vicini a partiti e movimenti politici extraparlamentari, dopo essere stato, più volte, minacciato prima e spintonato poi”. Il primo cittadino giudica l’episodio di una “gravità assoluta”, perché avvenuto davanti ad alcuni esponenti del centrosinistra (la vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone, il portavoce del centrosinistra del Comune di Lecce, Antonio Rotundo, il consigliere  comunale Paolo Foresio, il segretario cittadino del Pd, Fabrizio Marra e il segretario provinciale di Italia dei Valori, Francesco D’Agata), “senza che nessuno di questi rappresentanti politici prendesse una posizione seria e risoluta per difendere il consigliere Martella e l’istituzione presso cui svolge la sua attività di amministratore”.

“Mi sarei aspettato – sostiene -, al contrario, che tutti gli esponenti di centrosinistra lasciassero il corteo, come invece hanno fatto altri rappresentanti istituzionali del centrodestra (Filomena D'Antini, Vittorio Solero, Bruno Ciccarese), ma così non è stato”. Per Perrone, il silenzio assordante del centrosinistra sarebbe da stigmatizzare con forza alla pari dell’episodio di cui sarebbe vittima Martella: “L’aggressione verbale e fisica compiuta ai suoi danni – prosegue - ha finito per snaturare l'intera manifestazione trasformandosi, per colpa di pochi, in uno strumento di battaglia politica. Sono riaffiorati in questo caso rigurgiti di intolleranza che immaginavamo oramai sopiti. Intolleranza politica, s’intende. Purtroppo ci siamo sbagliati. Ma qualcuno dovrà dar conto pubblicamente di quanto accaduto in una città accogliente e interrazziale come la nostra, senza nascondersi dietro una maschera ideologica”.

Da sinistra: “Inopportuna e provocatoria presenza del consigliere”

La Federazione della Sinistra e SeL sottolineano come la solidarietà e la vicinanza espressa da cittadini, associazioni e partiti politici di sinistra si sia manifestata con “ampia evidenza” all’interno del corteo antirazzista, che si è snodato in maniera “pacifica” e “colorata” per le strade di Lecce: “È apparsa discutibile e provocatoria – puntualizzano – la presenza all’interno del corteo del consigliere comunale Roberto Martella che in più occasioni ha preso parte e sostenuto iniziative dell'associazione neofascista Casa Pound, la stessa frequentata dall’omicida, Casseri. In base a tali motivazioni sarebbe più opportuno che gli esponenti del centrodestra leccese sciogliessero le proprie ambiguità e dichiarassero apertamente se intendono promuovere realmente politiche antirazziste o se preferiscono continuare a mantenere il legame che li unisce a coloro che diffondono odio e razzismo come Casa Pound e blocco studentesco”.

Lisi: "Un atto che mal si concilia con la storia della nostra comunità"

Tra quanti, esprimono solidarietà a Martella, c’è anche il deputato salentino del Pdl, Ugo Lisi: “Lecce – dichiara - è la città dell’accoglienza e Roberto Martella è uomo che ha fatto della lotta a favore delle persone più deboli la sua missione politica. Non consentirgli la sua testimonianza è stato un atto che mal si concilia con la storia di tolleranza della nostra comunità. Trovo, altresì, grave il fatto che non sia stato difeso da molti esponenti delle istituzioni rappresentative partecipanti all'iniziativa. Il futuro da costruire passa dalla condivisione di valori ai quali nessuno di noi, e soprattutto l'amico Roberto, è stato mai estraneo”.

Congedo: "Preoccupante il furore ideologico di certe frange di sinistra"

A Lisi, fa seguito anche il consigliere regionale del Pdl, Saverio Congedo, che esprime anch'egli solidarietà all'esponente del centrodestra leccese e dichiara: "L’odioso episodio avvenuto nel corso della manifestazione antirazzista di cui è stato vittima Roberto Martella “colpevole” di aver partecipato ad un apprezzabile convegno di Casa Pound sui temi della disabilità, dimostra la presenza preoccupante anche a Lecce di frange di sinistra il cui furore ideologico sovrasta di gran lunga i sentimenti di solidarietà per i quali dice di battersi. Si tratta di una ritorsione indegna ad opera di una certa sinistra intollerante e a corto di idee, lontana non solo geograficamente ma anche culturalmente da quella che in altre parti del Paese è capace di un confronto di merito e senza pregiudizi. Dispiace che dichiarazioni di condanna e di distanza non siano venute in modo corale da tutte le forze politiche come l’episodio avrebbe invece meritato, al Consigliere comunale Roberto Martella e a Casa Pound la mia solidarietà personale e politica".

Poli Bortone: “Inserire immigrati nelle liste amministrative”

“Al di là dei cortei che pure esprimono la giusta solidarietà ai due poveri senegalesi uccisi bisogna porsi seriamente il problema dell’integrazione”: queste le parole di commento della senatrice, Adriana Poli Bortone, che afferma come “Grande Sud” vorrà proporre di ripetere in tutta Italia l’esperienza avviata dall’ex sindaca di Lecce, nel comune, con l’aggiunta per statuto del consigliere extracomunitario “quale forma di partecipazione attiva alla vita e alle scelte della città”. “Si potrebbe – sostiene ancora - pensare inoltre ad un inserimento per legge, nelle liste elettorali per le amministrative, di una quota di immigrati proporzionata al numero degli immigrati regolari residenti in città. Sono queste – conclude - le pari opportunità del terzo millennio”.

 

 

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