Domenica, 20 Giugno 2021
Politica

Biomasse, guerra verbale senza fine. Stabile: “Da Capone solo bugie”

Il consigliere Pdl ribatte alla Capone, sul caso della centrale di Cavallino: “Non ricorda che Gabellone si è insediato il 23 luglio 2009. La Via? Sospetta coda dell’amministrazione Pellegrino”

CAVALLINO - Una guerra verbale difficile da interrompere, a colpi di comunicati e dichiarazioni, in un singolar tenzone tra posizioni evidentemente inconciliabili: Renato Stabile, consigliere provinciale Pdl, non ha resistito ad una immediata controreplica alla difesa della Regione, da parte della vicepresidente, Loredana Capone, in merito alla vicenda della centrale a biomasse di Cavallino.

Secondo Stabile, la Capone “ha evidenti difficoltà a fare buon uso anche di un semplice calendario o, troppo presa dalla sconfitta alle provinciali di giugno 2009, nel luglio successivo era ancora così intenta a riprendersi dalla batosta (dopo 15 anni di governo) che non sa neppure che l’amministrazione provinciale di Antonio Gabellone si è insediata in provincia, ufficialmente e secondo la legge il 23 luglio 2009”.

La controreplica del consigliere Pdl alla vicepresidente regionale sulle biomasse, in quella che sta diventando una polemica ormai stucchevole, arriva in tempi record. E, come dimostrato dall’incipit, non è una risposta che tende ad ammorbidire le posizioni; anzi, i due litiganti che, all’inizio del duello di affermazioni, sostenevano di stimarsi e rispettarsi, ora arrivano ad uno scontro a tutto campo, teso a dimostrare le ragioni dell’ente che rappresentano, senza risparmiarsi stilettate reciproche e battute al vetriolo: “Esattamente cinque giorni prima, il 17 luglio 2009 – prosegue Stabile nel suo racconto -, nella sospetta coda dell’amministrazione Pellegrino i tecnici della Provincia rilasciavano la Via per l’ok alle biomasse a Cavallino”.

“Dire che questo provvedimento – precisa - è stato assunto dalla giunta Gabellone, con pervicace convinzione, gettando il solito fumo negli occhi di chi è convinto di raccontare la sua verità, è una bugia oltre che un’ennesima mistificazione politica, a cui la Capone ci abitua, raccontando sempre realtà che non esistono”.

“Piuttosto – insiste Stabile - l’amministrazione Gabellone (nel pieno del suo mandato) nel settembre 2009 ha espresso parere contrario con i suoi uffici alla realizzazione della centrale, ritirando la Via, e il 22 ottobre successivo ha chiuso la questione in consiglio provinciale, votando un ordine del giorno. Mentre la consigliera provinciale Loredana Capone forse o era assente o non perveniva al dibattito. Tutto questo per la precisione”.

Infine, Stabile si lascia andare ad un’ultima punzecchiatura: “Se Loredana Capone spera di mettersi in vetrina per le amministrative del capoluogo leccese (nelle quali è in corsa, come in ogni competizione elettorale), utilizzando questi argomenti, è bene che si documenti”.

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