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Comune commissariato dal prefetto: respinto ricorso di sindaco e consiglieri

I giudici del Tar di Lecce non hanno accolto l'istanza cautelare presentata dal primo cittadino di Porto Cesareo, Salvatore Albano, e dai consiglieri "superstiti" contro lo scioglimento deciso con decreto prefettizio. Il Pd: "Ora si torni alla politica"

LECCE – Per il Tar di Lecce non ci sono motivi validi per l’accoglimento dell’istanza cautelare presentata dall’amministrazione comunale di Porto Cesareo contro il decreto di scioglimento del consiglio comunale firmato dal prefetto a fine dicembre. E’ stato così confermato l’orientamento espresso in prima istanza davanti alla richiesta avanzata dal legale del sindaco, Salvatore Albano, di sospensione dell’atto di commissariamento.

Di quanto deciso oggi dai giudici amministrativi prendono atto con soddisfazione i parlamentari del Partito Democratico, Salvatore Capone e Federico Massa, che hanno seguito la delicata vicenda politica del comune rivierasco interessando anche il ministero dell’Interno.

Al sindaco Salvatore Albano si rivolge Massa: “E’ giunto il momento di smetterla con questo inutile e nocivo accanimento terapeutico e che è urgente e necessario tornare, invece, a discutere dei problemi e della prospettive di sviluppo della comunità di Porto Cesareo. Confrontarsi sui fatti e sulla politica, anziché su cavilli giuridico - amministrativi, è certamente l'unico modo per ritornare a servire i propri cittadini onorando quel senso di ‘disciplina ed onore’ che dovrebbe caratterizzare ogni amministratore pubblico”.

Non commenta la sentenza Salvatore Capone, almeno dal punto di vista tecnico: “Ancora una volta, però, vale la pena sottolineare - dichiara l'ex segretario provinciale dei democratici - come il punto vero nella parabola amministrativa del Comune di Porto Cesareo non possa essere delegato ad una sentenza, quanto debba ritornare ad essere materia squisitamente politica. E da questo punto di vista, a meno di non volersi arrampicare a tutti i costi sugli specchi, tutti noi sappiamo come fosse venuta meno da tempo la condizione di una agibilità democratica piena e incontrovertibile. Questo è il punto, ed è un punto che chiama tutte le forze politiche e sociali di quel Comune a una forte responsabilità e consapevolezza e alla necessità di un impegno capace anche di rompere senza indugi con alcune modalità del recente passato”. Al ricorso di Albano e dei consiglieri si è opposto in sede giurisdizionale il comitato Albachiara di Porto Cesareo.

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