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"Restauriamo le ‘Casiceddhre' di Noha"

Interrogazione al sindaco di Galatina Antonica da parte del consigliere dell'Udc Antonio Pepe. E c'è chi avrebbe già dato la disponibilità di prestare l'opera di recupero gratuitamente

Le “Casiceddhre”

Le chiamano "Casiceddhre" o "Casette dei nani". Costruzioni in miniatura in pietra leccese policroma di notevole importanza storica, artistica e culturale che si trovano in via Castello, a Noha. Piccoli edifici che costituiscono la fedele riproduzione in miniatura di palazzi seicenteschi, ricche di dettagli e particolari architettonici (capitelli, volte a stella, volte a croce, etc.), definiti da studiosi e tecnici che hanno avuto la possibilità di visionarle interessanti e sorprendentemente uniche e rare. "A causa di alcune crepe presenti sul lastricato del terrazzo, che interessano anche il muro dell'edificio sottostante, e della vicinanza di alcuni alberi di pino, che con i rami stanno letteralmente e costantemente "schiaffeggiando" tali "opere d'arte", e con le radici, probabilmente, provocando le lesioni precedentemente descritte, le condizioni di tali costruzioni stanno visibilmente ed irrimediabilmente peggiorando". E' quanto afferma Antonio Pepe, consigliere comunale all'opposizione al Comune di Galatina, il quale, attraverso una interrogazione, ha chiesto al sindaco Antonica, al presidente del Consiglio e all'assessore alla Cultura, di prodigarsi per il recupero dei piccoli edifici.

Nelle sue considerazioni il consigliere Pepe anticipa anche che "per la ristrutturazione alcuni tecnici sarebbero disponibili a prestare la loro opera gratuitamente, elaborando l'idoneo progetto. Inoltre - aggiunge - insistendo su un edificio di proprietà privata, sarebbe auspicabile contattare i proprietari e prevedere di stipulare, ove possibile, forme convenzionali che prevedano il totale recupero e la ristrutturazione di tali "casette" interamente a spese del Comune, prevedendo anche l'illuminazione con idonei corpi illuminanti e, se necessario, l'abbattimento degli alberi, per salvaguardarle e renderle maggiormente visibili. E trattandosi poi di interventi di poche migliaia di euro, si potrebbe dare una risposta immediata alla risoluzione di tale problema".

Ecco qualche cenno storico sulle "casiceddhre, tratto da "Noha - Storia, Arte, Leggenda di Francesco D'Acquarica e Antonio Mellone - Aprile 2006, Istituto Grafica Silvio Basile S.p.a.): "tra le notizie, non documentate, abbiamo quella secondo la quale le "casiceddhre" sono opera di un giovane morto nella guerra del 1915 - 1918. Un'altra vox populi afferma che un pastorello per diletto le abbia costruite in epoca ignota. Un'altra ancora addirittura indica in un mastro fabbricatore, tale Cosimo Mariano di Noha, l'artefice di quel gioiello d'arte. In questo settore in cui non possiamo esprimere che dubbi, incertezze, ipotesi, una facile congettura è quella secondo cui la contemplazione di dette casette contribuiva sia ad alleviare le fatiche e gli impegni profusi nell'amministrazione del feudo, sia a ritrovare tra amici e parenti il gusto dell'esercizio dell'otium letterario e non, ingannando il tempo passato nel paesello in attesa di raggiungere Lecce o Napoli, onde godere e respirare a pieni polmoni l'aria della nobiltà e dell'aristocrazia".

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