Politica

"Depuratore di Porto Cesareo: non vogliamo che la storia si ripeta"

"Chiediamo certezze prima dell’inizio di lavori al depuratore per evitare che dopo 20 anni si ripeta la beffa di un'opera realizzata e mai entrata in funzione"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Il Gruppo "Cambiare Rotta" ha da sempre sostenuto la necessità di arrivare a una soluzione del problema della mancanza di una rete fognaria per il nostro territorio, vari atti e iniziative lo dimostrano. Ultimamente siamo stati fra i primi a indicare la via del dialogo fra le due Amministrazioni di Porto Cesareo e Nardò e a chiedere che la Politica avesse un ruolo attivo nel dirimere i contrasti che erano sorti.

Allo stesso modo, per coerenza con il mandato dei nostri elettori, pretendiamo chiarezza affinché non si ripeta uno dei più clamorosi esempi di spreco di denaro pubblico che ha coinvolto il nostro Comune: i nostri cittadini hanno visto realizzare tubature e un depuratore che non è mai entrato in funzione!

Il depuratore, in questione, è ospitato in un sito della contrada Bellanova a Porto Cesareo e che il T.A.R. della Puglia di Lecce - Sezione prima, con sentenza N. 01698/2010, ha chiaramente definito inadatto a ospitare una struttura depurativa accogliendo il ricorso di alcuni concittadini. Sul caso è pendente il giudizio del Consiglio di Stato.

Nella giornata dello scorso 10 novembre abbiamo preso atto che il Comune di Porto Cesareo ha autorizzato l'accesso al depuratore ad una società per delle attività di rilievo propedeutiche all'esecuzione della progettazione dei lavori per l'adeguamento dell'impianto di depurazione.

Il consigliere Stefano MY si è recato presso il depuratore e ha rilevato la presenza di operai e di attrezzature edili senza rilevare la presenza di personale comunale e ha fatto presente agli addetti e telefonicamente ai loro superiori se fossero a conoscenza della sentenza del T.A.R. che giudicava quel sito non idoneo a ospitare un depuratore sebbene adeguato tecnologicamente.

Il personale ha ammesso di non essere a conoscenza e dopo poco dallo scambio di informazioni e dopo essersi consultati con i loro superiori hanno abbandonato il sito.

Il Gruppo "Cambiare Rotta" chiede che sia fatta chiarezza e invoca un'operazione trasparenza in quanto se il T.AR. ha stabilito l'inidoneità del sito, in assenza ancora di una sentenza del Consiglio di Stato, appare evidente che qualora spendessimo milioni di euro per adeguare il depuratore si potrebbe verificare la stessa situazione del passato e cioè che la nostra comunità avrebbe si un depuratore tecnologicamente adeguato ma sarebbe impossibile metterlo in funzione.

Vogliamo la rete fognaria, vogliamo che i lavori vengano fatti il più presto possibile ma chiediamo al Sindaco Albano e all'Acquedotto Pugliese rassicurazioni di non sprecare un'altra volta i soldi pubblici e soprattutto non vogliamo che i nostri concittadini vengano beffati per la seconda volta.

Al Sindaco Albano ricordiamo, inoltre, di rendere pubbliche le controdeduzioni consegnate del legale incaricato che riguradano il sito del depuratore di Porto Cesareo.

Gruppo consiliare "Cambiare Rotta"

Francesco Schito e Stefano My.

Per contatti e informazioni.
Email: cambiare.rotta@libero.it
Facebook: gruppo pubblico "Comitato Cambiare Rotta".

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