Sabato, 20 Luglio 2024
I Comuni sono preoccupati

La revisione del Pnrr e i progetti a rischio: nel Salento “ballano” 172 milioni

Il deputato del Pd Claudio Stefanazzi ha diffuso l'elenco dei progetti e degli interventi esclusi dalla bozza del ministro Fitto. Da Fratelli d'Italia risponde Congedo, parlando di disinformazione

LECCE – Su un pezzo del Pnrr che vale 16 miliardi di euro si sta consumando uno scontro profondo tra il governo e le minoranze, Pd e M5S in testa, ma rischia di aprirsi anche una breccia interna, con la Lega, che amministra molti Comuni, molto vigile sulle mosse del ministro Fitto. Da una parte l’accusa di definanziamento senza alcuna reale possibilità di altra copertura, dall’altra la rassicurazione che sia in corso soltanto uno spostamento dei progetti su altri canali di finanziamento.

Questa mattina il deputato leccese del Pd, Claudio Stefanazzi, ha distribuito l’elenco delle opere che verrebbero escluse del Pnrr se la Commissione Europea accettasse il piano di rimodulazione dell’esecutivo italiano. Per la Puglia si parla 1.500 progetti per circa 900 milioni di euro. Basti pensare al Comune di Lecce che perderebbe i fondi stanziati per la riqualificazione della circonvallazione e dei viali storici (per un totale di 10 milioni di euro), ma anche quelli per la riqualificazione ambientale degli spazi pubblici del centro storico (3 milioni di euro), per il completamento del Parco di Belloluogo (1 milione di euro) e per il recupero dell’ex stazione Agip (1 milione di euro) per la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali (circa 5 milioni).

In tutta la provincia di Lecce verrebbero definanziati 536 progetti per 172 milioni di euro in settori ritenuti fondamentali per l'ammodernamento del Paese, ma anche per il sostegno del welfare: “Proprio il contrario di ciò che bisogna fare con urgenza” ha dichiarato Stefanazzi al cospetto di alcuni amministratori locali, con al fianco l’assessore regionale Alessandro Delli Noci e il presidente della Provincia, Stefano Minerva.

I progetti cancellati

Il deputato democratico ha detto chiaramente di non credere fattibile il finanziamento tramite i Fondi di sviluppo e coesione (Fsc) e ha aggiunto di intravedere in questa possibile operazione un’ulteriore beffa: quella che farebbe saltare la ripartizione all'interno dei Fsc tra le risorse destinate al Sud (80 percento) e quelle riservate al Nord (20 percento): “Non abbiamo contezza delle coperture. La posizione di Fitto sui Fsc è un modo per gettare la palla in fallo laterale”.

Delli Noci, dal canto suo, ha sottolineato un altro aspetto: “Non si è scelto di definanziare solo i progetti che sono più indietro, ma chi ha assunto un impegno giuridicamente vincolante come si deve comportare? Ci sono risorse che sono state legittimamente già iscritte a bilancio”. L'assessore regionale ha ricordato gli sforzi fatti da tante amministrazioni locali, di qualsiasi orientamento politico, per rispettare le scadenze nella presentazione dei progetti, nonostante un organico inferiore alle necessità, anche ordinarie.

La revisione del Pnrr taglia dal piano, indipendentemente dal livello di attuazione, tutti i progetti che rientrano in certe aree tematiche che sono il potenziamento servizi e infrastrutture sociali di comunità; rigenerazione urbana, riduzione emarginazione e degrado sociale; valorizzazione dei beni confiscati alle mafie; resilienza valorizzazione del territorio ed efficienza energetica dei Comuni. Più in generale, ha aggiunto Stefanazzi, il governo starebbe procedendo ad un accentramento della spesa: “Una strategia antistorica e smentita dai dati: sono i ministeri, infatti, quelli che spendono peggio”.

La replica di Congedo e Pagliaro: “Il Pd fa disinformazione”

Dalla maggioranza, a stretto giro di posta, la replica del deputato Saverio Congedo, di Forza Italia, che parla di disinformazione da parte del Pd leccese: “Il governo ha chiarito in tutte le sedi che nessun intervento sarà definanziato. Quasi tutti gli interventi per i quali intende sostituire la fonte di finanziamento fanno parte dei cosiddetti progetti in essere, ovvero progetti già finanziati a legislazione vigente prima del 2020, che sono stati poi inseriti nel Pnrr. La polemica di questi giorni quindi è sterile e non tiene conto del fatto che la sostituzione della fonte di finanziamento non comporta ritardi, ma addirittura semplifica il lavoro dei Comuni che potranno rendicontare gli interventi con criteri e regole più semplici e agevoli. Oggi il Pd difende circa 900 milioni di euro di interventi in Puglia che a loro dire sono tagliati e che invece, come il Governo ha più volte ribadito, saranno solo spostati su un'altra fonte di finanziamento nazionale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale Paolo Pagliaro, fondatore del Movimento Regione Salento, formazione collocata nel centrodestra: “Il Pd pugliese dà i numeri. È puro allarmismo parlare di tagli ai fondi del Pnrr e di definanziamento di centinaia di progetti finanziati alla nostra regione. È evidente che si tratta di polemiche strumentali: un pretesto per attaccare il buon governo di centrodestra e il ministro Fitto. Piuttosto che sollevare falsi allarmi, i dem farebbero bene a scusarsi per i pasticci fatti negli anni scorsi con il Pnrr. Seminare sfiducia è uno sport che non ci appartiene, noi siamo per i fatti e la buona politica e siamo certi che il governo nazionale e il ministro Fitto stiano agendo per il bene del Paese, della Puglia e del Salento”.

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