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Revisori, controreplica del Pd: "Mai offesa la professionalità ma difesa la legge"

I consiglieri d’opposizione del Pd a Palazzo Carafa controreplicano oggi alla risposta del presidente del collegio dei revisori. "Basta polemiche e ipocrisie, il nuovo sistema del sorteggio eviterà situazioni come quella del 2012, quando fu scartata una figura scelta dalla minoranza"

LECCE – “Nessuno ha offeso la professionalità dei revisori dei conti”. I consiglieri d’opposizione del Pd a Palazzo Carafa controreplicano oggi alla risposta del presidente del collegio dei revisori, Fabrizio Quarta, che nei giorni scorsi ha inteso rispondere alle polemiche innescate dal ritardo, presunto o reale che sia, nella composizione del nuovo organo di controllo secondo la più recente normativa che prevede il sorteggio in luogo della nomina diretta.

Quarta, in alcuni passaggi in particolare, vi aveva intravisto un affronto alla categoria, difesa a spada tratta. “I revisori sono professionisti che rispondono in proprio e indipendenti”. Così si può riassumere il pensiero portante del presidente, in risposta a una nota diffusa da Loredana Capone, Paola Leucci, Paolo Foresio, Antonio Rotundo, Antonio Torricelli e Sergio Signore. I quali, oggi, decidono dunque di ribattere. “Difficile capire la levata di scudi da parte dei membri del collegio dei revisori del Comune di Lecce, che stanno trasformando la nostra sollecitazione a dar corso a una legge vigente dello Stato, in un attacco mirato alla loro professionalità, che non è mai stata messa in discussione”.

“Noi abbiamo puntato il dito, invece – sottolineano -, contro un metodo discrezionale e illogico che, fino oggi, ha permesso, ovunque in Italia, non solo a Lecce, ai controllati di scegliersi i controllori. Lo Stato si è reso conto di questa stortura e vi ha posto rimedio con il sorteggio in Prefettura. A dire dei consiglieri del Pd, “così com’è stata modificata, la legge tutela tutti, per primi i dottori commercialisti che, se hanno i requisiti richiesti dall’albo del ministero, potranno essere sorteggiati senza dover chiedere niente a nessuno”.

Secondo l’opposizione, inoltre, si eviteranno in questo modo situazioni particolari. E menzionano il Consiglio comunale del 23 ottobre del 2012. “In quell’occasione – scrivono in un comunicato - la maggioranza, prima ‘concesse’ alla minoranza di indicare il terzo membro del collegio, poi, siccome la nostra scelta ricadde su un revisore uscente non gradito al sindaco, perché aveva, in passato, sollevato perplessità sugli atti dell’amministrazione, cambiò rotta e orientò il voto in altro modo”. “È questo metodo – concludono - che la legge, giustamente, ha voluto cambiare. Per cui, basta false polemiche e inutili ipocrisie”.

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