Revisori dei conti, dura replica del presidente ai politici: "Mortificata la categoria"

Prima Salvemini, ora tutti i consiglieri del Pd si domandano il perché del ritardo nella nomina con sorteggio, secondo la nuova normativa. "Urge un organo terzo". La replica del presidente del collegio dei revisori di conti di Palazzo Carafa: " “Lasciateci fuori dalle chiacchiere politiche, noi siamo imparziali”

LECCE – Duro botta e risposta fra i consiglieri comunali leccesi del Pd e Fabrizio Quarta, presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune di Lecce. E sono vere e proprie scintille, perché Quarta mal digerisce alcuni passaggi espressi nella nota congiunta di Loredana Capone, Paola Leucci, Paolo Foresio, Antonio Rotundo, Antonio Torricelli e Sergio Signore.

I consiglieri del partito d’opposizione, infatti, giudicando inaccettabile il ritardo con cui si sta provvedendo al sorteggio del nuovo collegio, puntualizzano l’importanza che, a loro dire, vi siano “organi di controllo indipendenti”. E sul punto il presidente sembra non accettare repliche, difendendo la reputazione della categoria. “Essi – sottolinea Quarta, riferendosi alle figure dei revisori - sono professionisti e come tali, per definizione, indipendenti”.

La replica, peraltro, non riguarda solo il Pd, ma anche un altro consigliere, Carlo Salvemini, che già a metà ottobre aveva polemizzato (spalleggiato da Rotundo) sul vecchio sistema, salutando il nuovo con favore, perché, aveva commentato, “si conclude la pratica secondo la quale i controllati, cioè gli amministratori, si sceglievano i propri controllori”.

La questione nasce dal fatto che il 23 ottobre scorso è scaduto il mandato. A settembre, era previsto il sorteggio in seduta pubblica del nuovo collegio, proprio ai sensi della nuova normativa secondo cui non è più compito dell’amministrazione nominare i controllori, ma un organo terzo incaricato del sorteggio attingendo da un albo del ministero dell’Interno.

“Sono note, d’altra parte – hanno commentato i consiglieri del Pd -, le inchieste che riguardano quest’amministrazione comunale ed è chiaro a tutti i cittadini e agli enti quanto è importante che vi siano nel Comune organi di controllo indipendenti. Non si comprendono, dunque, le ragioni di questo ritardo attese le importanti scadenze del momento che culminano nel bilancio di previsione e prevedono l’indispensabile contributo di verifica da parte dei revisori”. Da qui, la richiesta alla Prefettura di “conoscere le ragioni del ritardo”, insistendo perché si provveda al più presto al sorteggio.

Oggi, sul punto, Quarta ha deciso di rompere il silenzio e di rispondere a tutti, dicendosi sorpreso e amareggiato da quelli che legge, evidentemente, anche e soprattutto come attacchi alla professionalità di chi ha operato fino ad oggi. “Lasciate fuori i revisori dalle chiacchiere politiche”, tuona, additando gli esponenti come mossi dalla “necessità di apparire sempre e comunque”. “I revisori dei conti firmano pareri e bilanci assumendone la responsabilità personale e patrimoniale”, sottolinea. “Essi sono professionisti e come tali, per definizione, indipendenti”.

E lo stesso dicasi per altre figure che hanno il compito di effettuare valutazioni sui documenti oggetto di esame. I documenti , infatti, “hanno tutti in calce il parere tecnico, economico, contabile e di legittimità a firma di dirigenti comunali che, al pari, ne assumono responsabilità personale e patrimoniale”. “Gli interventi sul punto, pertanto – prosegue -, risultano anche oltremodo mortificanti della dignità e della professionalità dei tanti dirigenti e funzionari che con abnegazione hanno collaborato e collaborano con il collegio dei revisori”.

Ma il presidente si spinge e oltre e si addentra anche su alcuni aspetti squisitamente tecnici. “La legge prevede, per chi ignora anche le norme, fino a 45 giorni di prorogatio dell’organismo, periodo nel quale gli attuali revisori esercitano, nel pieno diritto, tutte le loro funzioni. L’intero Consiglio comunale, quindi, può essere sereno sul lavoro svolto in questi tre anni dal collegio, sulla competenza e professionalità dei dirigenti, sulla nuova impostazione dei conti come ente sperimentatore”.

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“Personalmente, ma è esclusivamente il mio giudizio, considero mortificante che la politica abbia abdicato attraverso il sorteggio ad una prerogativa che in un paese civile non può essere lasciata al caso. Nelle società private, nelle società quotate, le assemblee dei soci designano i professionisti nell’interesse delle aziende stesse, essendo un ruolo tecnico, asettico e, se individuati professionisti di valore, anche di supporto e pungolo per le società. Nel pubblico si esulta per il sorteggio. Chissà – conclude - se i politici un domani modificheranno la legge elettorale e si arriverà a sorteggiare anche il sindaco di Lecce”.

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