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"Angeli di Beslan", Lecce ritrova un asilo. Dal prossimo anno con 64 bimbi

Chiuso nel 2012 per problemi manutentivi e di sicurezza, sarà riqualificato. Il Comune ha ottenuto un finanziamento da un programma nazionale

La struttura il giorno del sequestro.

LECCE - Chiuso nel 2012 per problemi manutentivi e di sicurezza nonostante fosse di recente costruzione, l'asilo "Angeli di Beslan" riaprirà ufficialmente le sue porte dal prossimo mese di settembre. Il Comune di Lecce, infatti, ha ottenuto un finanziamento di 380mila euro nell'ambito del "Programma nazionale servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti" che consentirà la piena agibilità della struttura e l'adeguamento dell'arredo.

L'asilo, che si trova nel quartiere Rudiae, accoglierà 64 bambini suddivisi in tre sezioni: 10 lattanti, 24 semidivezzi, 30 divezzi e sarà aperto dal lunedì al venerdì per sette ore e il sabato per cinque, con mensa per la preparazione e somministrazione dei pasti. "Questo finanziamento, per il quale ci riteniamo particolarmente orgogliosi - ha dichiarato l'assessore al Welfare, Saverio Citraro - ha una duplice valenza: da una parte restituiamo alla comunità, e in particolare agli abitanti della zona, un luogo abbandonato per anni, lasciato nel pieno degrado, dall'altra consentiamo a 64 famiglie di usufruire di un servizio ritenuto indispensabile non solo per i genitori che lavorano e che hanno bisogno di tenere i propri bambini in luoghi sicuri e adeguati, ma per gli stessi bambini e per il loro sviluppo sensoriale e cognitivo. Voglio ringraziare la dirigente ai Servizi Sociali Anna Maria Perulli che si è adoperata con solerzia e professionalità per l’ottenimento di questo importante risultato. Affideremo il servizio in concessione con apposita gara e avvieremo questo servizio essenziale per il prossimo anno scolastico".

La struttura nel marzo del 2016 venne occupata da attivisti della Rete territoriale dei conflitti e trasformato in uno spazio sociale destinato a recuperare l'originaria funzione alla quale venne associata quella di garantire altre servizi come l'assistenza legale, cure mediche, corsi di alfabetizzazione. Quell'esperienza durò due mesi perché nel maggio avvenne lo sgombero a seguito del sequestro preventivo disposto dall'autorità giudiziaria su denuncia dell'allora amministrazione comunale.

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