Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

Ribaltamento stazione: via libera dalla maggioranza dopo un acceso scontro

Approvato con 17 voti il progetto preliminare. L'amministrazione ha fretta: in ballo ci sono 13 milioni di euro. Ma la minoranza, da settimane, denuncia gravi anomalie nell'iter: l'assessore Messuti sfida il consigliere Torricelli ad andare in Procura

L'ingresso attuale della stazione: al termine dell'opera non sarà più quello principale.

LECCE – Con 17 voti a favore, la maggioranza di centrodestra al Comune di Lecce ha dato via libera al progetto preliminare per il ribaltamento della stazione ferroviaria. Del resto, il tempo stringe: come ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Messuti, il progetto definitivo deve essere presentato entro il 7 ottobre, la sottoscrizione del disciplinare con Sud Est e Servizi automobilistici srl, entro il 12 e la pubblicazione del bando entro il 31 dicembre. Altrimenti andrebbe in fumo un finanziamento di 13milioni e mezzo concesso dalla Regione Puglia su finanziamento del Cipe.

Ma l’iter di questa delibera, presentata in quattro versioni da agosto ad oggi, è stato tormentato e ampiamente discusso nelle commissioni consiliari fino al duro confronto avvenuto oggi durante il consiglio comunale. Antonio Torricelli, del Pd, ha illustrato tutte le perplessità in merito. La prima criticità starebbe nell’aver proceduto ad un affidamento diretto dell’incarico di progettazione alla Sud Est e Servizi automobilistici srl – società interamente partecipata dal ministero dei Trasporti - e non attraverso un bando di evidenza pubblica: la modalità scelta dall’amministrazione comunale, nell’ambito di un protocollo d’intesa, violerebbe le relative norme del Codice degli appalti.

La seconda anomalia risiederebbe nel fatto che la società, a sua volta, abbia conferito l’incarico ad uno studio privato - “Prato Engineering” - che ha firmato la progettazione preliminare riportata nella prima bozza di delibera. In quel documento approvato nella seduta di commissione Lavori pubblici del 2 agosto con gli allegati protocollati il 4 aprile Prato figura come progettista unico salvo poi sfumare a soggetto consulente nelle versioni successive. In quella definitiva votata oggi la responsabilità progettuale è infatti riconducibile unicamente all’ingegnere Angiulli, direttore progettazione e investimento di Sud Est e Servizi automobilistici srl. Tra i due estremi, secondo Torricelli, un paio di passaggi nelle cui pieghe si potrebbe ravvisare il reato di falso in atto pubblico: le schede progettuali con la firma di Prato (protocollate ad aprile) – e che il consigliere ha fotocopiato - sono state sostituite durante i lavori di commissione del 2 di agosto con gli allegati a firma di Angiulli. Operazione fatta alla luce del sole e risultante dagli atti dell'organo consiliare. Intanto però, la delibera portata in consiglio e poi ritirata il 13 settembre (la seconda, dunque) conteneva ancora l’indicazione di Prato come unico autore del progetto, ma recava anche la sigla del dirigente della società a capitale pubblico "solo e chiaramente nella sezione Visto e Approvazioni".

Qualcosa di più grave di un pastrocchio – ha aggiunto il vice presidente dell'assise cittadina - che rischia di compromettere il finanziamento dell’opera, salvo un ripensamento da parte dell’amministrazione nella direzione dell'azzeramento di quanto fatto fino ad oggi e di una ripartenza con bando pubblico. Sull’argomento, sempre dai banchi della minoranza, si è espresso anche Carlo Salvemini, di Lecce Bene Comune, che ha invitato i consiglieri di centrodestra a riflettere bene prima di dare il via ad un provvedimento con presunti profili di illegittimità ed illiceità. Salvemini ha ricordato come, nel recente passato della storia amministrativa di Lecce, alcuni atti si sono rivelati dannosi per la città e per l’ente stesso, nonostante i pareri favorevoli degli uffici. Angelo Tondo, presidente della commissione Urbanistica, ha replicato di conoscere bene i regolamenti e le leggi e di essere orgoglioso di votare per un'opera di così strategica importanza per la città.

L’assessore Messuti ha difeso la delibera a spada tratta, riconoscendo sì alcune inesattezze ma in perfetta buona fede, dando atto agli uffici e al dirigente del settore Lavori pubblici, Claudia Branca, di aver lavorato nel migliore dei modi per correggere le anomalie. L’esponente del governo ha in primo luogo chiarito che le comunicazioni ufficiali intercorse tra Comune e Sud Est a seguito delle obiezioni sollevate hanno fatto definitiva chiarezza sull’autore della progettazione, sollevando quindi Palazzo Carafa da qualsiasi responsabilità: la procedura di evidenza pubblica può essere evitata se la progettazione è affidata ad una risorsa interna, in questo caso l’ingegner Angiulli.

L’assessore ha poi sfidato Torricelli a recarsi in Procura a segnalare l’illecito denunciato in aula. Messuti ha infine sollecitato i consiglieri di maggioranza a votare una delibera che può determinare un cambiamento epocale nel destino della città. Invito accolto, sebbene al momento del voto in aula ci fossero solo 17 rappresentanti del centrodestra, compreso il sindaco che, con un breve intervento prima del voto, ha definitivamente blindato il provvedimento garantendone la coerenza con le leggi in materia.

La delibera è stata approvata con due emendamenti, entrambi a firma di Giampaolo Scorrano - presidente della commissione Lavori Pubblici - che si è speso molto per trovare una sintesi tra le perplessità della minoranza e la necessità di portare a compimento l’iter: il primo, modificativo, collega la parte narrativa della delibera a tutta la procedura precedente e quindi anche agli atti della commissione oltre che a quelli degli uffici, a voler dimostrare che l’amministrazione non ha nulla da nascondere. Il secondo specifica che il tetto per la retribuzione sarà quello del 2 per cento, riportando di fatto tutta la vicenda nell’alveo della disciplina degli appalti pubblici.

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