Neoplasie e ambiente: quattro ricercatori per un check-up della popolazione

Firmato il protocollo d'intesa grazie al quale un gruppo di studiosi del Centro nazionale delle ricerche raccoglierà in maniera sistematica i dati sullo stato di salute dei residenti tra Galatina, Sogliano Cavour, Soleto, Cutrofiano e Corigliano d'Otranto

@TM News/Infophoto

SOGLIANO CAVOUR – Per tre mesi quattro ricercatori del Cnr raccoglieranno dati sullo stato di salute della popolazione del distretto sanitario di Galatina. La ricerca, finanziata per la metà dal consigliere regionale di Sinistra ecologia e libertà, Antono Galati, è stata presentata nel pomeriggio di ieri a Sogliano Cavour, con la firma di un protocollo d’intesa.

Gli studiosi, due – Cristina Mangia e Marco Cervino - afferenti all’Istituto scienze atmosfera e clima e due – Emilio Gianicolo e Antonella Bruni - a quello di fisiologia clinica, lavoreranno nel comprensorio di Galatina, Sogliano Cavour, Soleto, Cutrofiano e Corigliano d’Otranto dove si registra il tasso più alto, rispetto al resto della provincia, di tumore al polmone nei maschi.

“Quello che ci ripromettiamo con questa azione è di indagare lo stato di salute dei nostri cittadini e di quelli di un’area più vasta – ha dichiarato il sindaco Solito - E, se i cittadini stanno male, vogliamo capire quali sono le cause di questo malessere: cominciamo questo percorso con l’auspicio che ciò che troveremo non sarà particolarmente allarmante. Ma abbiamo l’obbligo giuridico, oltre che politico e morale, di ricercare delle risposte che ora chiediamo alla scienza di fornirci”.

“Mi auguro che questa non sia un’iniziativa isolata - rimarca il consigliere Galati - ma che anzi venga imitata da altre realtà locali e istituzionali e che tutte queste iniziative si pongano come ausiliarie rispetto alla rete Repol, che al momento si è posto un obiettivo di ricerca più ristretto, quello dei tumori polmonari, e sta indagando su una scala più ampia, di livello provinciale. Ben venga ogni iniziativa che contribuisca a far prendere coscienza al Salento di una situazione che troppo a lungo si è ignorata”.

In base alla convenzione, l’analisi preliminare dovrebbe consentire di avere un quadro delle criticità ambientali e sanitarie presenti nell’area e fornire una base per eventuali approfondimenti successivi.

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“Questo primo studio - riassume la dottoressa Mangia - ci indicherà come impostare un successivo studio di carattere epidemiologico: su quali dati di mortalità e malattia e su quali fattori di rischio ambientale, in modo da non effettuare studi e ricerche che rischiano di essere dispendiosi sia in termini economici che in termini di tempo in assenza di un’analisi preliminare”

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