Gabellone incalza la Regione: due ricorsi per avere 13 milioni di euro

La Provincia rivendica il risarcimento per le funzioni che ha continuato a svolgere anche dopo la riforma Delrio. Solo nei giorni scorsi la legge pugliese per il riordino

La sede della giunta regionale.

LECCE – Due ricorsi, uno al Tar di Lecce e un secondo al Tar del Lazio per far valere la richiesta della Provincia di risarcimento di 13 milioni di euro da parte della Regione Puglia.

L’oggetto del contendere è relativo alle spese che Palazzo dei Celestini ha sostenuto per l’esercizio di funzioni  che secondo la legge Delrio non sono più di sua competenza. Proprio nei giorni scorsi la Regione Puglia ha adottato la legge sul riordino dei servizi, con un ritardo di circa un anno e mezzo rispetto alle indicazioni statali che avevano posto un primo termine al 31 dicembre del 2014 e poi al 31 ottobre del 2015 specificando che le Regioni avrebbero dovuto versare le somme corrispondenti alle spese sostenute dalle Province per l’esercizio delle funzioni non fondamentali, così come quantificate e liquidate con decreto del Ministro per gli Affari Regionali, da adottare entro il 31 ottobre 2015. Decreto che non è mai stato redatto.

Intanto Palazzo dei Celestini ha continuato a svolgere quei servizi “non essenziali” secondo la riforma ma ora non riesce a chiudere il conto consuntivo del 2015 e ad approvare quello previsionale del 2016. Il presidente Antonio Gabellone ha quindi deciso di affidarsi all’avvocato Pietro Quinto per adire le vie della giustizia amministrativa.

Alla Regione si rimprovera l’inadempienza sul riordino delle funzioni e del personale entro i termini previsti dallo stesso governo, ma si chiede anche che sia un commissario al posto del ministero ad emanare il decreto che doveva servire per quantificare le somme che  le Regioni inadempienti avrebbero dovuto versare alle Province. In questo caso, secondo l’avvocato Quinto, si è palesato il silenzio-inadempimento.

La legge regionale, inoltre, non apparirebbe coerente con la riforma Delrio perché delega alle Province l’esercizio anche di funzioni classificate come “non essenziali”:  attività produttive, servizi sociali,  difesa del suolo e protezione civile, risorse idriche, agricoltura, caccia e pesca, sport e politiche giovanili. Ma anche rispetto a questi ambiti ci sono perplessità perché una sentenza della Corte Costituzionale stabilisce che vincola le funzioni al corrispondente trasferimento di risorse.

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Il fronte del contenzioso amministrative potrebbe ben presto arricchirsi di una nuova trincea: la Regione rivendica la gestione di biblioteche e musei di proprietà provinciale, ma per Gabellone non ci sarebbe la corrispondente copertura legislativa.  La resistenza del presidente sulla cessione del pacchetto culturale è suonata strumentale ai consiglieri di minoranza Antonio Coppola e Danilo Scorrano che si sono chiesti come mai la Provincia ritenga di aver trovato tutte le risorse necessarie per Palazzo Comi, con museo e biblioteca, dopo aver addirittura messo quel contenitore all’interno di un bando per l’affidamento della gestione a terzi (insieme al Circolo Cittadino di Lecce).

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