Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Fondo perequativo per l’Imu, il sindaco Perrone sfida il governo: "Più soldi"

Gianluigi Pellegrino difenderà le ragioni di Palazzo Carafa dinazi al Tar: i criteri di ripartizione dell'imposta unica violerebbero l'articolo 119 della Costituzione. Sul suo futuro politico, il primo cittadino smentisce ogni ipotesi di candidatura

LECCE – La decisione è di quelle destinate a fare clamore. L’amministrazione comunale di Lecce ha deciso di affidare a Gianluigi Pellegrino un ricorso contro il ministero degli Interni e quello delle Finanze: il fondo perequativo per la ripartizione dell’Imu sarebbe infatti troppo penalizzante per la città di Lecce, dove l’aliquota dell’imposta sulla casa è sempre stata più bassa della media nazionale.

Già nel mese di luglio, in più circostanze, il sindaco Paolo Perrone e l’assessore al Bilancio, Attilio Monosi, avevano rappresentato le ragioni del malcontento: i comuni con aliquote Ici storicamente basse, come Lecce, subiscono un taglio dei trasferimenti statali maggiore di quelli che avevano imposte più “pesanti” perché il taglio dei fondi corrisponde al maggior gettito determinato dall’introduzione dell’Imu. Contestato, dunque, il criterio dei tecnici ministeriali che ha mandato in crisi Palazzo Carafa.

“Questo senza tener conto della minore capacità di contribuzione fiscale del territorio”, ha spiegato l’assessore al Contenzioso, Luigi Coclite, riferendosi all’oggettività dei parametri governativi che non soppesano le debolezze delle varie realtà locali. Quanto disposto a Roma, insomma, violerebbe l’articolo 119 della Costituzione nella parte in cui prevede che la “legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante”.

Una questione di principio, secondo Perrone. Ma con ricadute assai concrete, come dicono i numeri: secondo le previsioni, infatti, nel 2012 il Comune di Lecce dovrebbe incassare oltre 8 milioni in più di quanto riscuoteva con la vecchia Ici, ma l’enormità della spese corrente da una parte e la differenza tra ciò che è stato riscosso effettivamente e quello che è previsto in entrata ha determinato a luglio il peggior saldo d’Italia:  nelle casse comunali era finito, infatti, solo il 36 per cento del totale stimato, equivalente a poco meno di 30 milioni di euro. Logico dunque che il taglio dei trasferimenti pesi di più, tanto è vero che lo stesso sindaco aveva chiesto l’anticipazione della prima tranche, attesa per ottobre, di 4 milioni e 800mila euro.

La battaglia che può sembrare quella di Davide contro Golia assume un significato di urgenza posto che, come si sta discutendo in Conferenza Stato-Comuni, il gettio dell'Imu dovrebbe presto diventare di competenza esclusiva delle amministrazioni che invece adesso riscuotono ma poi versano la metà al Tesoro. Di trasferimenti statali, dunque, potrebbero essercene assai pochi. Intanto, però, il sindaco è determinato ad ottenere dallo Stato più di quanto calcolato dai funzionari ministeriali, e proprio in virtù del dettato costituzionale.

A margine della conferenza stampa di questa mattina, interrogato sulle evoluzioni del quadro politico che potrebbero innescare un effetto a catena sulle prossime candidature, Perrone ha escluso, ancora una volta, di sentirsi in corsa per le prossime regionali e di voler continuare a fare quello che i leccesi hanno scelto che faccia, il sindaco. Anzi, il primo cittadino ha alluso polemicamente a Renzi, a Vendola e ad Emiliano, perché starebbero esercitando un mandato elettorale preoccupandosi esclusivamente del successivo.

Al di là delle battute, però, la sensazione è che se ci fosse una “spinta” dal basso, come lo è stata quella delle recenti primarie del centrodestra in città, Perrone non potrebbe tirarsi indietro. E’ vero che già Fitto e Palese prima di lui sono stati i candidati salentini alla Regione, per cui il terzo di fila potrebbe risultare indigesto ai dirigenti del centrodestra delle altre province pugliesi,  e che Francesco Schittulli (presidente della Provincia di Bari) sta lavorando da tempo con la bussola orientata su viale Capruzzi, ma il bello delle primarie è che spesso riservano sorprese e sparigliano le carte.

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