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Rendite catastali, la minoranza ricorre contro il “pasticciaccio”

Il centrosinistra presenta un suo ricorso al Tar a sostegno di quello dell'amministrazione, ma "solo nell'interesse dei leccesi". Chiesta tutta la documentazione intercorsa tra Palazzo Carafa e l'Agenzia del territorio

Da sinistra, Rotundo, Melica e Salvemini

LECCE – Nonostante quello che pensa il centrodestra cittadino, la minoranza sa dire anche sì ed essere costruttiva. Almeno a giudicare dalla presentazione di un ricorso ad adiuvandum al Tar di Lecce a firma di tutti e sette i consiglieri di opposizione al Comune di Lecce che hanno deciso di proseguire anche in sede giurisdizionale la battaglia intrapresa contro il riclassamento degli immobili condotto dall’Agenzia del territorio, che ha comportato un aumento medio del 20 per cento della rendita catastale di abitazioni, locali commerciali e altre tipologie. Saranno gli avvocati Pierluigi Portaluri  e Giusi Margiotta a perorare le argomentazioni del centrosinistra davanti ai giudici chiamati ad esaminare il ricorso principale presentato dall’avvocatura di Palazzo Carafa nei giorni scorsi.

Tutti d’amore e d’accordo dunque? Nemmeno per sogno. Perché in una conferenza stampa tenuta oggi in sala commissioni, intitolata all’ex consigliere Carlo Benincasa, i rappresentanti della minoranza – Carlo Salvemini per Lecce Bene Comune, Antonio Rotundo per il Pd e Luigi Melica per l’Udc – hanno tenuto a sottolineare come loro, in questa vicenda, siano sempre stati al fianco dei leccesi mentre il governo cittadino faceva finta di nulla. E del resto, chi se non la giunta, ha affidato nel 2010 all’Agenzia del territorio il compito di procedere alla revisione delle classi di appartenenza degli immobili? “Siamo intervenuti nel giudizio – ha spiegato Salvemini – per tutelare i cittadini dal provvedimento pasticciato dell’amministrazione”.

I consiglieri del centrosinistra hanno poi illustrato come il ricorso del Comune di Lecce riprenda per filo e per segno tutte le ragioni – prima tra tutte quella di provvedimento generalizzato - che inutilmente o quasi sono state sbandierate in consiglio comunale, quando c'è stata un’accesa discussione, davanti ad una maggioranza che parlava di provvedimento di equità per ripristinare alcune disparità inaccettabili. Eppure, nella memoria presentata ai giudici, l’amministrazione ha scritto: “L'Agenzia ha proceduto unilateralmente ed ottusamente ad una indifferenziata revisione per macrozone del tutto contraddicendo l'obiettivo che non è certamente quello di un aumento generalizzato. La revisione catastale degli immobili lede gli interessi dell'ente ad assicurare un'equilibrata imposizione fiscale". Insomma, i tecnici dell’agenzia avrebbero tradito il mandato ricevuto dalla giunta ed inoltre non avrebbero informato l’ente dell’iter del loro lavoro.

Per fare chiarezza su questa presunta scarsa comunicazione, Antonio Rotundo, che è anche presidente della commissione Controllo e Garanzia, ha chiesto la documentazione intercorsa tra l’agenzia e i dirigenti comunali nei circa due anni di lavoro condotto. I consiglieri di opposizione non hanno risparmiato una frecciatina ironica a quei colleghi del centrodestra, che, dubbiosi dietro le quinte sulla procedura di riclassamento, non hanno proferito una sola parola in consiglio comunale. Mentre oggi si trovano a patrocinare e preparare ricorsi, in virtù della propria professione, a decine di cittadini di leccesi.

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