Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Rifiuti, dalle aziende forti dubbi ma anche disponibilità al sacrificio per 600mila euro

Axa ed Ecotecnica, in commissione Controllo, hanno spiegato ai consiglieri quale può essere l'entità del loro sacrificio. Il Comune vuole un taglio delle spese per un milione e mezzo circa, ma i lavoratori sono già sul piede di guerra

Affollata seduta, quella odierna della commissione Controllo.

LECCE – I responsabili delle aziende Axa ed Ecotecnica, che formano l’associazione di imprese che si occupa della raccolta dei rifiuti a Lecce, hanno risposto alla convocazione della commissione consiliare di Controllo e Garanzia per chiarire la posizione delle società nella vertenza che si è aperta in queste settimane, quando l’amministrazione comunale ha paventato un taglio per almeno un milione e mezzo di euro per un anno. L'obiettivo di Perrone e Monosi è quello di evitare il dissesto che loro imputano al venir meno di trasferimenti dallo Stato per oltre cinque milioni di euro

Un'impostazione che non ha per nulla convinto il consigliere di Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini, che oggi ha ripetuto quanto sostenuto nei giorni scorsi: poichè il servizio della raccolta e dello smaltimento si finanzia con le tasse sui cittadini, allora il problema nasce dall'incapacità dell'amministrazione di recuperare l'evasione tributaria, mentre, d'altra parte, iscrive in bilancio con una certa disinvoltura somme che non ha mai recuperato e che difficilmente recupererà.

Riduzione del monte ore o riorganizzazione dei servizi. Le ipotesi accarezzate in questi giorni sono state principalmente queste, fermo restando che nessuno vuol nemmeno pronunciare la parola licenziamento. Ma i sindacati hanno già detto di non poter accettare alcuna soluzione che preveda meno euro in busta paga mentre sarebbero disposti a limare qualche voce accessoria, come quella relativa ai buoni pasto e all’abbigliamento di servizio.

Luigi Zilli, di Ecotecnica, e Giampiero Corvaglia, di Axa, naturalmente fanno fronte comune e davanti ai consiglieri comunali di maggioranza e opposizione mettono sul tavolo la loro proposta: il congelamento della revisione dei prezzi, facendosi carico dell’indicizzazione Istat del canone di servizio per un risparmio per il Comune di Lecce di circa 600mila euro. Con una precisazione: qualsiasi taglio renderebbe insostenibile la raccolta, soprattutto come prevista dal nuovo appalto, aggiudicato, ma sul quale pende un ricorso in sede amministrativa. Il nuovo capitolato pone al centro di tutto il servizio la raccolta differenziata estesa a tutto il perimetro urbano e non è pensabile una riduzione di personale.

Le aziende hanno anche smentito di aver accumulato utili negli ultimi anni, ricorrendo ai quali – avevano fatto capire i sindacati – si potrebbe far fronte al sacrificio richiesto dall’amministrazione che sta operando un ridimensionamento generale della spesa, anche se con modalità diverse. Ai dipendenti di Palazzo Carafa, del resto, è stata proposta una riduzione del 15 per cento sulle indennità accessorie, ma non dello stipendio, come ha precisato Antonio Torricelli del Partito democratico, definendo del tutto fuori luogo che il Comune dica alle società cosa fare rispetto ai propri lavoratori: non reggerebbe nella premessa, dunque, l’idea di imporre alle aziende la compressione dell’orario per 70mila ore in dodici mesi.

Sia Zilli che Corvaglia hanno richiamato la classi dirigente leccese alla delicatezza della questione, perché è chiaro gli operatori ecologici sono una categoria piuttosto problematica da gestire. Mercoledì è in programma un incontro tra aziende e sindacati, ma non è ancora chiaro quali siano i termini della discussione: Axa ed Ecotecnica, infatti, ritengono inusuale tutta la procedura seguita fino ad oggi dal governi cittadino né accettano che passi il messaggio, che qualche sindacalista avrebbe suggerito, che ci siano zone d’ombra nella conduzione del servizio. Per questo hanno già dichiarato di voler acquisire gli atti della precedente seduta di commissione, dove appunto erano presenti i rappresentanti dei lavoratori, per valutare la possibilità di un’azione a tutela della propria immagine. 

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