Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Riequilibrio dei conti pubblici: tre le opzioni da sottoporre al consiglio comunale

La giunta ha approvato una delibera, sulla base della relazione degli uffici economico-finanziari, per arginare l'incremento del disavanzo

L'aula consiliare del Comune di Lecce.

LECCE - Sono tre le alternative che il sindaco Salvemini sottoporrà al consiglio comunale della prossima settimana per rimettere in sesto il bilancio, alla luce di una criticità non più aggirabile: la prima riguarda le misure ordinarie del disavanzo di amministrazione, attuabili in un periodo compreso da uno a tre anni (per esempio, con aumento dei tributi); la seconda verte sulla procedura di riequilibrio pluriennale (15 anni); l'ultima infine è legata all'eventuale approvazione di un emendamento  al disegno di legge "Milleproroghe" che consente ai Comuni - - sollecitato dall'associazione nazionale dei Comuni - che hanno già approvato nel 2015 un piano di riequilibrio trentennale di poter ripianare l'incremento del disavanzo intanto maturato in un arco di tempo di 26 anni. 

Il consiglio avrà poi tempo fino al 30 settembre per maturare la scelta, in linea con il termine dettato dalla sezione regionale della Corte dei Conti, e poi decorreranno i 90 giorni per l'approvazione del piano di risanamento. Al 31 dicembre del 2017 l'incremento del disavanzo è stato attestato dagli uffici comunali competenti pari a 27 milioni di euro, cifra che alla scadenza dell'anno in corso potrebbe arrivare a 32 milioni: le difficoltà di riscossione di Palazzo Carafa, infatti, solo parzialmente sono bilanciate dall'aumento del fondo crediti di dubbia esigibilità, accantonato a partire dal 2015.

Nella delibera di giunta, approvata nella seduta di oggi, si richiama anche l'intervento a favore della Lupiae Servizi, con la quale si garantiscono tutti i posti di lavoro: il sindaco ha proposto la rinuncia per due mesi alle indennità spettanti al primo cittadino, agli assessori e ai consiglieri, oltre alla diminuzione di spese accessorie dell'amministrazione e delle indennità di risultato previste su base annuale per i dirigenti. Le somme così recuperate saranno sommate all'accantonamento, già effettuato di 750mila euro, per arrivare al totale necessario a coprire la perdita di esercizio di poco meno di un milione 400 mila euro. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Riequilibrio dei conti pubblici: tre le opzioni da sottoporre al consiglio comunale

LeccePrima è in caricamento