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L'impianto di Cavallino.

L'impianto di Cavallino.

Rifiuti, adeguamento tariffe: il Tar respinge i ricorsi di Cavallino e Poggiardo

Corretta per i giudici la cifra individuata dall'Ager di 112,95 euro a tonnellata contro 140 nell'interesse dei Comuni salentini

LECCE – Sul costo per i rifiuti arriva il Tar di Lecce a fare chiarezza. Se la tariffa individuata dall'Ager di Puglia (l’agenzia territoriale per il servizio di gestione di rifiuti) è, infatti, di 112,95 euro a tonnellata, quella richiesta dalle aziende che gestiscono gli impianti di combustibile derivato da rifiuto di Cavallino e di biostabilizzazione di Poggiardo è molto più alta, tocca la soglia di circa 140 euro a tonnellata. Nel braccio di ferro che n’è nato, molti Comuni salentini erano in fase di transazione per concordare con le aziende un costo di 125 euro.  Ma ora il Tribunale amministrativo regionale segna un importante punto a favore proprio delle indicazioni dell’Ager.

I giudici, infatti, hanno rigettato i ricorsi contro il decreto di determinazione della tariffa di conferimento. Confermando, dunque, che il procedimento di razionalizzazione e adeguamento dell'Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti si è volto secondo criteri ragionevoli, negli interessi del territorio e recependo provvedimenti nazionali come quello sull'indice Istat, assunto in sede di Conferenza stato-città.

Grandaliano: "Riconociuto il nostro lavoro"

"Il tribunale amministrativo - spiega Gianfranco Grandaliano, commissario dell’Ager - ha riconosciuto il buon lavoro dell'Agenzia, svolto sempre a favore dei Comuni salentini, attenendosi a una valutazione delle condizioni contrattuali esistenti e a sentenze precedenti del Consiglio di Stato. Inoltre – prosegue Grandaliano – la sentenza del Tar di Lecce ha stabilito importanti principi che possono scongiurare ulteriori aumenti tariffari proposti dalle aziende, ai quali ci eravamo opposti sin da subito e con estrema fermezza”.

"Tariffe più basse rispetto al passato"

Il Tar di Lecce, inoltre, ha rimesso alla decisione del Tar del Lazio il ricorso di Progetto ambiente e Progetto gestione bacino, accogliendo l'eccezione sollevata dall'Ager e dai legali incaricati, gli avvocati Francesco Cantobelli, Marco Lancieri e Luca Vergine, sulla base della delibera della presidenza del Consiglio dei ministri che ha approvato, di fatto, la nuova modalità di applicazione dell'indice Istat.

Per Grandaliano, si tratta di una “decisione che avrà risvolti positivi su tutto il territorio regionale, considerato che legittima il criterio utilizzato dall’Agenzia, sulla base dell’indice statistico, per altri quattro impianti di trattamento-recupero rifiuti e che già permette a tanti Comuni di pagare tariffe più basse rispetto al passato”.

Ma si dovranno versare subito 30 milioni

La tegola per i Comuni della provincia di Lecce, però, inizia dal versamento a Progetto ambiente di arretrati per oltre 30 milioni di euro. Con cinque sentenze pubblicate questa mattina la Terza Sezione del Tar di Lecce ha infatti contestualmente respinto i ricorsi proposti da 97 Comuni della provincia di Lecce contro i provvedimenti di determinazione della tariffa di smaltimento dei rifiuti. 

Il Tar in questo caso ha accolto le tesi dell’avvocato Luigi Quinto, per conto della società che gestisce l’impianto di Cavallino, oltre che dei già citati avvocati Lancieri, Cantobelli e Vergine per l’Ager.

La tariffa era stata fissata dall’Ager a giugno dello scorso anno all’esito di un lungo contenzioso tra i Comuni ed il gestore, che aveva visto prevalere quest’ultimo in tutte le sedi, ed era stata contestata sotto vari profili dalle amministrazioni locali che puntavano, da un lato, a ridurre la tariffa per il futuro, dall’altro, a ridimensionare l’arretrato per gli anni dal 2010 al 2017, in cui era stata versata una tariffa inferiore al dovuto.

Il contratto risulta valido

Le sentenze di questa mattina, che riconoscono la piena validità del contratto d’appalto e delle clausole di adeguamento tariffario, rappresentano l’ennesimo colpo sotto il profilo finanziario per i Comuni che saranno costretti a versare al gestore, senza alcuna possibilità di dilazione, gli arretrati, con la possibilità che questa somma possa ulteriormente lievitare. Infatti il giudice leccese, mentre ha deciso e respinto tutti i ricorsi proposti dai Comuni, ha invece trasferito per competenza al Tar del Lazio il ricorso proposto dal gestore per ottenere un ulteriore incremento della tariffa.

La posizione più tranquilla sembra essere quella dei venti comuni dell’Aro di Maglie che prima della decisione del Tar hanno raggiunto un’intesa con il gestore ottenendo una rateizzazione quinquennale dell’arretrato ed un consistente sconto sugli interessi.

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