Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Rifiuti, con una determina sono sospesi ufficialmente i tre centri di raccolta

Si deve ancora fare chiarezza su molti aspetti. Monteco, intanto, deve provvedere su ordine del Comune a sgombrare le tre aree

LECCE - E’ stata ufficialmente sospesa l'autorizzazione all'esercizio dei centri comunali di raccolta differenziata di Lecce situati in viale Grassi, in viale Giovanni Paolo II e in via Marzano (nella zona industriale). Lo ha stabilito una determina del dirigente comunale al settore Ambiente, Francesco Magnolo, che ha disposto la comunicazione  del provvedimento al gestore (la società Monteco), al quale è stato intimato di provvedere entro 48 ore dalla pubblicazione dell’atto di rimuovere tutti i rifiuti presenti.

Le decisione arriva dopo un periodo vacante e pieno di punti oscuri di oltre dieci giorni in cui – stando a quanto Monteco avrebbe riferito al Comune, e da quest’ultimo riportato in una nota alla stampa – il 9 novembre scorso era stata disposta all’improvviso la chiusura dei centri “per motivi legati alle operazioni di gestione”. Fra l’altro, con un sopralluogo, quella sera stessa, LeccePrima aveva scoperto che in uno di questi centri, quello di viale Grassi, erano persino stati apposti i sigilli della polizia locale, inaugurando un’indagine che sta proseguendo in Procura con l’ipotesi di gestione illecita di rifiuti.

Facendo un excursus, il 27 marzo del 2015 l'impresa appaltatrice, l’Ati Ie&a srl (mandataria) e la Jap Costruzioni srl (mandante), come ben illustra la determina, consegnarono i lavori riguardanti i tre centri al Consorzio Ato Le/1 e, quindi, al Comune di Lecce. I centri di raccolta di viale Grassi e viale Giovanni Paolo II, sono partiti dopo l’approvazione del 30 luglio 2015. Il 1° marzo 2018, è poi stato avviato quello di via Marzano. Le consegne alla ditta Monteco sono avvenute il 13 novembre 2015 per viale Grassi, il 18 febbraio 2016 per viale Giovanni Paolo II  e il 23 marzo 2018 per via Marzano.

L'o?erta di Monteco prevedeva inoltre l'attivazione di un altro centro di raccolta, divenuto operativo il 25 maggio 2018, e nel lasso di tempo intercorso, tutto il carico di attività è stato espletato presso i tre centri già operativi.

Nel frattempo, con diverse note, la Monteco ha più volte segnalato la necessità di verificare lo stato e la normale funzionalità dei rifiuti - così recita la determina - , tanto che il 5 novembre scorso, ravvisa la nota, è stato e?ettuato un sopralluogo congiunto da parte di personale della ditta e tecnico dell’ufficio ambiente. Durante il quale sarebbero emerse “problematiche meritevoli di ulteriori approfondimenti”, anche se non sono spiegate quali, nel dettaglio. Si arriva così al 9 novembre, con la comunicazione della sospensione dei tre centri da parte di Monteco. E con tanto di sequestro di uno di questi.

“Speriamo che si intervenga quanto prima anche per sistemare la questione grate, problematica che pone a rischio il passaggio e la circolazione dei mezzi pesanti, e che questi centri siano messi a norma nel più breve tempo possibile”, commenta polemico il capogruppo di Fratelli d’Italia, Michele Giordano. Che così prosegue: “Resta in piedi sempre lo stesso dubbio: com'è possibile arrivare al punto di dover sospendere tre centri rifiuti su quattro? I centri comunali di raccolta rifiuti, costruiti con finanziamenti pubblici, sono finalizzati all'erogazione di un servizio rivolto al cittadino per la corretta gestione e il recupero dei rifiuti stessi. Adesso si dovranno fare lavori di sistemazione e adeguamento, ma vorremmo conoscere nel dettaglio cosa non è andato e quanto potrebbe costare ai leccesi questa sospensione”. 

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