Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Rifiuti e ambiente: la cultura del rispetto inizia dai banchi di scuola

Al via “Ri-CreAzione”, iniziativa finanziata dalla Regione Puglia sull’educazione ambientale: dal breve intervallo scolastico una campagna di “pausa consapevole”, per riflettere su cosa si consuma e si getta nella pattumiera

ANDRANO - Ri-CreAzione è il nome del nuovo progetto che il centro di educazione ambientale di Andrano sta realizzando con diversi istituti scolastici. L'iniziativa, finanziata dal sistema In.F.e.a. (informazione educazione ambientale) della Regione Puglia Concorso di idee per la realizzazione di  “Campagne di informazione ed educazione alla sostenibilità”, si ispira al breve intervallo scolastico di svago e pausa dallo studio, di metà mattinata: questo infatti, è il momento in cui si fa “merenda”, si mangia e si cresce, ma si producono anche tanti rifiuti che finiscono nel cestino di ogni classe e da qui in discarica.

La “ricreazione” deve diventare un momento di pausa consapevole. “La nostra campagna di educazione alla sostenibilità - spiega Giuseppe Maggiore della società coop. Ulisside onlus “parte proprio da questi minuti di ‘distrazione’ che si trasformeranno però in un percorso guidato di riflessione verso ciò che si consuma, si beve e si getta nella pattumiera”.

I ragazzi rifletteranno sulle loro azioni per comprendere quanti rifiuti si producono a scuola e a casa, e se esiste la possibilità di ridurli. Saranno svolte esperienze dirette alla prevenzione, al riutilizzo creativo e al riciclo dei rifiuti, in particolare della carta. Dall’aula ci si sposterà in alcuni sentieri del parco naturale regionale "Costa Otranto-Leuca e bosco di Tricase", nelle zone di accesso ad aree balneari, alle spiagge e lungo la linea di costa dove si osserverà e si toccheranno con mano gli effetti delle nostre “distrazioni” e del consumo eccessivo di ogni tipologia di prodotto.

La prima esperienza è partita con gli Istituti Comprensivi di Vitigliano ed Alessano: 5 classi hanno visitato il museo naturalistico all'Acquaviva a Marittima ed hanno attivamente partecipato ai laboratori didattici. I volontari della soc. coop. Ulisside hanno seguito i ragazzi nello sviluppo di una concezione trasversale allo spreco, secondo la quale esiste una ipotesi alternativa di sviluppo. Utilizzare un rifiuto per far germogliare una pianta endemica del Parco è il primo passo per un cambiamento che punti anche alla riforestazione e alla conservazione della natura.

Intanto, sul fronte dei rifiuti, dal Ministero dell’Ambiente la linea da seguire per ammortizzare nel tempo la questione è chiara: l’educazione ambientale (Ea) è uno strumento fondamentale per sensibilizzare i cittadini a una maggiore responsabilità verso i problemi ambientali, e alla consapevolezza della necessità di essere coinvolti nelle politiche di governo del territorio. L’Ea non è semplice studio dell’ambiente naturale, ma deve promuovere cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti individuali e collettivi.

L’educazione allo sviluppo sostenibile (Ess) non riguarda solo l’ambiente, ma anche l’economia (consumi, povertà, nord e sud del mondo) e la società (diritti, pace, salute, diversità culturali). L’ESS è un processo che dura per tutta la vita, che ha un approccio olistico e incoraggia l’uso della riflessione e del pensiero sistemico e non si limita all’apprendimento “formale”, ma si estende anche a quello non formale e informale, come necessari integratori per una completa azione di informazione che raggiunga tutti i cittadini. “L’Ess – come sottolinea Maria Maddalena Bitonti - tocca tutti gli aspetti della vita e i valori, al centro dei quali vi è il rispetto  per gli altri, inclusi quelli delle generazioni presente e future, per la diversità, per l’ambiente, per le risorse della Terra.

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