Rifiuti, dagli evasori doppia beffa: non pagano e sporcano la città

Carlo Salvemini chiede all'assessore ai Tributi di conoscere il volume dell'evasione in città. Come? Basta incrociare l'anagrafe comunale con gli elenchi Monteco

Rifiuti ammassati in via Fiume (foto d'archivio).

LECCE – Incrociando i dati dell’anagrafe comunale con quelli dell’azienda Monteco è possibile quantificare, con ottima approssimazione alla realtà,  il numero dei cittadini che non pagano la tassa sui rifiuti determinando, oltre a un tributo più oneroso per le persone oneste, anche un problema di igiene e decoro perché i rifiuti finiscono, indifferenziati, per strada o addossati ai carrellati condominiali o alle campane per il vetro.

Ci sono delle domande di interesse generale alle quali rispondere non sembra tanto difficile. Questo è un caso, un altro è quello – sollevato tempo addietro da questa testata - relativo all’imposta di soggiorno: considerando che le strutture ricettive hanno l’obbligo di comunicare in questura le presenze registrate, basterebbe fare una semplice operazione per capire quanto deve al Comune ogni singola attività. Resterebbe la questione del sommerso, ma intanto si avrebbe una contezza in tempo reale. Invece la mancanza di comunicazione tra uffici pubblici e la sclerosi e la pigrizia della burocrazia che si nasconde dietro a questioni di privacy, rendono ardite anche le cose più banali. Con buona pace dell’informatizzazione, dell’innovazione tecnologica e del buon senso.

Il consigliere comunale di minoranza Carlo Salvemini ha presentato un’interpellanza all’assessore ai Tributi, Attilio Monosi, per conoscere i dati sull’evasione della Tari e per sapere cosa l’amministrazione intende fare in merito. Come fare è abbastanza semplice, suggerisce l’esponente progressista: si prendono gli elenchi delle consegne dei kit domestici e dei carrellati e si confrontano con quelli dell’anagrafe comunale. Dove i conti non tornano significa che c’è evasione perché per poter ritirare le pattumelle bisogna esibire il pagamento del tributo relativo all’anno precedente e comunicare il codice fiscale.

Questa procedura ha portato già all’autodenuncia di poche migliaia di cittadini, ma le condizioni di degrado in alcune zone della città confermano che c’è ancora molto da fare. “Oggi, insomma, gli evasori della Tari sono diventati un problema che ci viene sbattuto in faccia e che dobbiamo risolvere: danneggiano le casse comunali; deturpano la città; danneggiano i contribuenti onesti. L'emersione di questa zona grigia è la condizione necessaria e imprescindibile per avere una città pulita”.

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Alcuni pensano che sia colpa dei cittadini di origine extracomunitaria e degli studenti fuori sede, ma le persone che affittano loro le case, a nero, sono del posto. Ma questa è un’altra storia rispetto alla quale i controlli sono pochi o inesistenti.

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