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Rifiuti interrati illecitamente, Trepuzzi e Surbo chiedono di incontrare il procuratore De Castris

I primi cittadini annunciano la costituzione di parte civile nell'eventuale processo dopo l'inchiesta "All Black". Prosegue la querelle con Lecce che ha proposto Masseria Ghietta come sito per un impianto pubblico di compostaggio

LECCE - I Comuni di Trepuzzi e Surbo si dichiarano pronti, in una nota congiunta, a costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario che dovesse scaturire dall'inchiesta "All Black" che nelle prime ore di lunedì ha portato all'arresto, tra gli altri, di due uomini di Surbo e di uno di Lecce, accusati di far parte di un sodalizio a delinquere dedito al traffico illecito di rifiuti. Carabinieri del Nucleo ecologico operativo e guardia di finanza avrebbero accertato almeno 28 attività di trasporto verso il Salento di circa 600 tonellate di materiale, di cui oltre 140 considerato pericoloso.

I due primi cittadini, Giuseppe Taurino e Oronzo Trio, intendono anche attivarsi per avere un incontro con il procuratore della Repubblica di Lecce, Leonardo Leone De Castris e hanno rivolto un appello al presidente della Regione, Michele Emiliano, per attivare "un monitoraggio dei territori interessati" e ad Arpa e Asl per fare i controlli necessari, sullo stato dei luoghi e su eventuale rischi per la salute pubblica.

La vicenda dei rifiuti stoccati e tombati ha finito per interesecarsi con la querelle già in corso tra l'Unione dei Comuni del Nord Salento e il Comune di Lecce sulla localizzazione dell'impianto pubblico di compostaggio. La proposta dei comuni dell'hinterland sarebbe quella di "Masseria Gagliardi" - di proprietà dell'azienda Monteco, che si occupa di raccolta dei rifiuti Monteco, e ricadente per tre lotti nel territorio di Trepuzzi, per il resto in quello di Lecce -, mentre Palazzo Carafa, a seguito di istruttoria, ha indicato Masseria Ghietta. Questa ipotesi è stata respinta dall'Unione perché il sito sarebbe troppo prossimo ai centri abitati. Dopo la notizia dell'inchiesta si è aggiunta un'altra argomentazione per sostenere la contrarietà:  "Quei terreni, come riportato dalle notizie di cronaca, sono oggetto di indagine dopo che nelle aree confinanti con località Parachianca, sono stati ritrovati rifiuti altamente pericolosi interrati. Questo fatto, se accertato, aprirebbe un nuovo scenario sulla situazione ambientale del Nord Salento, già stressato da insediamenti ad alto rischio e impatto ecologico. L’Unione dei Comuni del Nord Salento pertanto, ribadisce la propria volontà a collaborare con gli enti preposti (Regione, Agenzia regionale per i rifiuti, Comune di Lecce) individuando soluzioni condivise, che nulla hanno a che vedere con quelle al momento avanzate dal Comune di Lecce".

Il sindaco del capoluogo, Carlo Salvemini, ha però ricordato che da parte dei Comuni del Nord Salento, al momento, non è stata ufficializzata alcuna proposta sul tavolo del direttore dell'Agenzia regionale per i rifiuti. "La polemica che alcuni hanno voluto sollevare per me - aveva replicato - è incomprensibile: perché Lecce ha agito sul mandato dei Comuni del Nord Salento; perché da sindaco ho condiviso con gli altri miei colleghi la trasmissione degli atti a Bari; e perché tutti gli atti prodotti dal Comune di Lecce sono pubblici, liberamente consultabili e non ci sono atti formali di decisione di alcunché". Insomma, si tratta di una proposta, di una opzione alla quale potrebbero esserne affiancate altre, in modo di consentire alla Regione la migliore scelta possibile.

“La chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso un impianto di raccolta e trattamento della frazione organica - ha spiegato il primo cittadino leccese - resta una esigenza del territorio non risolta. Il Comune di Lecce ha avanzato la sua disponibilità ad ospitare un impianto del quale beneficeranno tutti i cittadini leccesi e delle comunità vicine, sia in termini ambientali che in termini di risparmio sui costi oggi affrontati per traferire l’umido fuori dalla provincia. Prendo atto con sorpesa del no aprioristico dei comuni del Nord Salento che pure nei giorni scorsi avevano dato diversa disponibilità. Un impianto pubblico di compostaggio, la cui natura pubblica mette al riparo da ogni deviazione dalla funzione di servizio al territorio, realizzato con le migliori tecnologie disponibili e dunque compatibile dal punto di vista ambientale è un’opera pubblica fondamentale in questo momento".

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