Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Rifiuti, nuovo appalto frena. E Pdl scarica su Venneri

L'Ato non ha ancora autorizzato il Comune a gestire autonomamente il futuro servizio di igiene urbana. La Giunta costretta a revocare la delibera. L'opposizione ricorre al Tar: "Scelte arbitrarie"

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GALLIPOLI - Un nuovo appalto per i rifiuti a Gallipoli: dopo l'accelerata, ora il Comune è costretto a frenare. Quasi bruscamente. E a rallentare la volontà di redigere un capitolato ad hoc fuori dalle logiche e dalle disposizioni del potenziale gestore unico dell'Aro 5. Ovvero di determinare la gestione del servizio a livello comunale, chiudendo il capitolo della società mista Seta, e assemblando quanto prima un nuovo capitolato e un servizio degno e a misura del blasone turistico della città. E questo tenendo conto anche della scadenza naturale dell'attuale contratto con la stessa Seta-Cogei, prevista per il 31 gennaio 2012. Ma l'iter si blocca, quasi di botto. E il gruppo di opposizione del Pdl, guidato da Enzo Benvenga e dal consigliere regionale Antonio Barba, impugna gli atti in questione dinnanzi al Tar e scarica tute le responsabilità sull'amministrazione Venneri. Con dovizia di particolari.

Una vicenda complessa e che presenta una doppia chiave di lettura. Da un lato c'è il Comune che aveva già predisposto alcuni atti relativi alla stesura del nuovo appalto con una delibera dell'esecutivo del 1° febbraio scorso, e con la pubblicazione di un bando pubblico per la selezione di almeno cinque professionisti tra i quali individuare il progettista incaricato di redigere il nuovo capitolato. Procedure al momento "congelate", anche per ragioni di autotutela, atteso che l'amministrazione comunale non ha ancora ricevuto il placet da parte dell'Ato Lecce 2. Ovvero il Comune con una nota del 19 aprile scorso ha richiesto formalmente all'Autorità di bacino il via libera in merito alla gestione a livello comunale della gara d'appalto e del servizio di igiene urbana. Ma dall'Ato Le/2 almeno sino ad oggi, non è arrivata nessuna autorizzazione che permette al Comune di Gallipoli di gestire direttamente il servizio di nettezza urbana. Il che equivale a dire che l'ente pubblico non può procedere con decisioni autonome in conflitto con le disposizioni dell'Ambito territoriale ottimale. Non solo, perchè, dall'altro lato, secondo le reiterate sollecitazioni dei gruppi di opposizione (Pdl e Puglia Prima di Tutto) tale procedura non poteva nemmeno essere avviata autonomamente dalla giunta, atteso che sulla base delle norme del testo unico sugli Enti locali la competenza "dell'organizzazione dei pubblici servizi, e tale è il servizio di igiene urbana, è di competenza del Consiglio comunale. Rispetto a tale materia la competenza consiliare è inderogabile, esclusiva e tassativa".

Nei fatti accade che nei giorni scorsi la giunta di Palazzo Balsamo ha disposto l'annullamento della precedente delibera nelle quale si davano indicazioni precise sulle modalità organizzative del servizio, determinandosi per la gestione a livello comunale e non di Ato o dell'Aro5 di cui il Comune di Gallipoli fa parte insieme ad altre otto municipalità. Questo non significa che il Comune non lamenti i ritardi per l'affidamento del servizio al Gestore unico dell'Aro la cui gara non è mai stata indetta. Proprio in quella delibera, ora annullata, era espressa la volontà di "rinunciare" (seguendo anche l'esempio di Nardò e la necessità di far ricorso ad un appalto autonomo e specifico per affrontare anche le peculiarità territoriali e le criticità del periodo estivo) all'affidamento del servizio al Gestore unico. Il tutto per migliorare il servizio e anche per razionalizzare i costi anche per i cittadini.

Per il gruppo Pdl (che afferma di essersi "scrupolosamente" rivolto alla giustizia amministrativa per bloccare i presunti abusi), invece, la decisione di annullare la delibera è stata dettata solo dalla necessità del sindaco Venneri e della sua giunta di correre ai ripari sulla precedente e "cervellotica" disposizione: "il sindaco, messo alle strette, prima di essere sbugiardato dai provvedimenti giudiziari, china il capo, abbassa la testa e annulla le delibere". E parte anche la ricostruzione dai banchi dell'opposizione sulla vicenda, rammentando come il primo cittadino e la sua amministrazione volessero "viaggiare sugli stessi binari del passato, quando si preparò il progetto e si definì la consulenza per il Comune di Gallipoli all'epoca dell'affidamento del servizio alla società mista Seta. Un progetto che diede luogo ad una serie di controversie che portarono all'approvazione del lodo a danno della città per oltre 3 milioni di euro". E ancora: "La maggioranza aveva deciso di avviare le procedure per definire un nuovo progetto di igiene urbana al fine di arrivare all'appalto del servizio e per far ciò aveva pensato, con una semplice delibera di giunta, di approvare gli indirizzi del nuovo servizio, dettando anche le nuove regole dell'organizzazione e avviando le procedure per conferire l'incarico di progettazione ad un esperto, dimenticando cosa stabilisce l'articolo 42, comma 2°, lettera 'e', del testo unico degli Enti Locali". Ovvero la competenza dell'Assise comunale sull'organizzazione dei pubblici servizi".


"Le modalità di espletamento del servizio non possono essere stabilite e decise né dalla giunta né tanto meno dal dirigente" ammoniscono i consiglieri del gruppo Pdl, "l'atto originario era ed è macroscopicamente illegittimo e come tale era necessario che la Giunta lo rimuovesse. Abbiamo provato in tutti i modi a spiegarlo in Commissione e in Consiglio, ma poichè il delirio di onnipotenza arriva ad ottenebrare le menti semplici, siamo rimasti inascoltati. La maggioranza in Consiglio comunale, senza alcuna motivazione, ha respinto la nostra proposta di fermare questo ennesimo abuso della giunta e del sindaco, per tutelare gli interessi della nostra città e dei nostri cittadini che pagano il servizio di tasca propria, con i loro soldi. Pertanto è stato un dovere morale e civico" aggiungono Benvenga e compagni, "rivolgerci, così come abbiamo fatto già per altre scellerate determinazioni e così come sempre faremo per il futuro, agli organi di giustizia amministrativa, essendo il ruolo dell'opposizione quello di controllare attentamente tutti gli atti posti in essere dalla maggioranza come le buone sentinelle. Il sindaco Venneri, evidentemente consapevole del 'magheggio, ha ritirato, il provvedimento, per evitare di vedersi smentito pubblicamente anche dal Tar e coinvolto al pagamento di eventuali danni erariali". E la chiosa finale rimanda all'ennesimo appello: "Invitiamo, pertanto, il sindaco a rimettere il proprio mandato per restituire un minimo di credibilità all'Amministrazione".

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