Marine leccesi, 158 i punti di raccolta dei rifiuti. Altri previsti in estate

Posizionati, tra qualche lamentela dei residenti per l'eccessiva distanza, i contenitori per la differenziata, muniti di lucchetto

LECCE – Sono 158 i punti di raccolta differenziata dei rifiuti nella marine leccesi, nelle aree delle “case sparse” e nei villaggi che sorgono tra città e litorale. Nei mesi di maggio, giugno e settembre ce ne saranno altri 45, in quelli estivi diventeranno 168 per far fronte all’incremento temporaneo della popolazione.

Si tratta di isole di prossimità con contenitori da mille e cento litri per carta, plastica, secco residuo e frazione organica e uno più piccolo da 350 litri per il vetro. In pratica come quelli utilizzati in città prima dell'introduzione del porta a porta. Sono dotati di lucchetto in modo da scoraggiare l’abitudine di alcuni residenti nell’area urbana e nei comuni limitrofi, evidentemente incivili e non in regola con il pagamento dei tributi, di disfarsi dei propri rifiuti sul litorale o nei borghi in campagna. Appena ieri, a Torre Rinalda, ne sono stati sorpresi alcuni. È stata completata dunque la rimozione dei 350 cassonetti tradizionali, quelli verdi per l’indifferenziata che erano bersaglio privilegiato di ogni tipo di conferimento.

La collocazione dei nuovi cassonetti ha suscitato nelle settimane scorse lamentele da parte di alcuni abitanti: c’è chi ha protestato per una scarsa comunicazione e che ha ritenuto eccessiva la distanza dalla propria abitazione. L’assessore comunale all’Ambiente, Carlo Mignone, si è mostrato ben consapevole dei disagi che si stanno creando in questa fase di passaggio: “Voglio ringraziare i residenti delle marine per la collaborazione che stanno dimostrando in questi giorni di transizione nei quali il passaggio al sistema di conferimento differenziato può aver spiazzato qualcuno. Anche la scelta di differenziare il rifiuto facendo magari un centinaio di metri in più per conferirlo ordinatamente, significa contribuire a riqualificare le nostre località di mare, valorizzando le loro potenzialità. Ciò in vista di un ulteriore passo avanti che compiremo quando saremo pronti per il passaggio al porta a porta anche nelle marine: un obiettivo impegnativo al raggiungimento del quale ci sentiamo impegnati”.

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Il porta a porta nelle marine non fa parte del capitolato d’appalto novennale aggiudicato alla Monteco dalla precedente amministrazione: per introdurlo ci vorrebbero delle risorse economiche ulteriori oltre a quelle, pari a più di venti milioni di euro all’anno, previste dal contratto.

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