Sabato, 18 Settembre 2021
Politica

Rifiuti, sanità ed acqua pubblica: questioni nodali

Continua la polemica a distanza tra il governatore e i suoi avversari politici. Palese (Pdl): "Vendola prima filosofeggia sulla solidarietà, poi si erge a salvatore della Patria". Ancora disagi sanità

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BARI - Rifiuti, sanità, acqua pubblica. Sono queste le tre questioni che tengono banco in regione e che restano gli argomenti in discussione sui tavoli istituzionali. Si parte con i rifiuti, appunto, dopo le critiche di Nichi Vendola alla gestione operata dal governo nazionale, in particolare per la situazione campana. Intervenendo a Napoli, ad una manifestazione di Sinistra e Libertà, per la presentazione di Libero Mancuso, candidato alle primarie a sindaco, il governatore della Puglia ha ironizzato sul caso Campania, affermando come Berlusconi faccia magie con la spazzatura ma solo se è la Puglia ad accogliere quei rifiuti.

E dalle parole di Vendola si passa alla controreplica di questi minuti, targata Pdl pugliese, con il capogruppo alla Regione, Rocco Palese, che evidenzia il linguaggio "violento e no global" di Vendola: "Davvero non resiste alla tentazione - afferma Palese - di usare un linguaggio violento, no global e calunnioso. E se per una volta, come per i rifiuti campani, assume un atteggiamento responsabile ed istituzionale, immediatamente dopo parte con calunnie ed insulti''.

Palese sottolinea ancora come Vendola, quando ha accettato di prendere in Puglia parte dei rifiuti campani, abbia "filosofeggiato su quanto sia importante la solidarietà", rinfacciando oggi quell'atteggiamento ed "ergendosi a salvatore della Patria": "Sembra anche aver ricominciato - precisa Palese - con le calunnie nei confronti del governo. Nessuno ce l'ha con lui, ne' tantomeno con la Puglia o con i lavoratori. L'unico che continua a disastrare la Puglia e ad illudere i lavoratori senza riuscire a garantire loro un futuro è proprio lui".

C'è poi la questione sanità: nelle scorse ore, è andata in scena l'ennesima protesta a Campi Salentina contro la chiusura del nosocomio "San Pio", stabilita dal riordino ospedaliero pugliese, e peraltro al centro di una diatriba politica da qualche giorno con continui botta e risposta tra esponenti politici di diverso schieramento, ora pro, ora contro i tagli; dai rappresentanti di opposizione si continua a chiedere un coinvolgimento dei territori nelle decisioni su eventuali chiusure, per ascoltare le reali esigenze della gente. Dall'Udc, i consiglieri regionali fanno notare che oltre al "colpo di bisturi", non sono stati presi provvedimenti che migliorassero le strutture sanitarie rimanenti.

Sul tavolo, un'altra questione che attende una svolta è il tema dell'acqua pubblica, con la raccolta di firme sottoposte alla Corte costituzionale e valutate positivamente. Resta, semmai, al di là della realizzazione del referendum, una priorità dell'amministrazione regionale lavorare ad una soluzione istituzionale al problema, senza attendere l'esito della consultazione referendaria e rispettando quello che era un preciso impegno assunto da Nichi Vendola nella sua campagna elettorale.


Per Vendola, che continua ad incassare apprezzamenti fuori dalla Puglia nella sua personale assalto alla leadership del centrosinistra, deve fare i conti con le critiche regionali di chi lo vorrebbe più presente nella sua terra, a risolvere le questioni aperte e per le quali è stato votato. E, intanto, inizia ad incassare i primi sfavori dal centrosinistra nazionale, dopo che Enrico Letta, in un'intervista, ha pronosticato che il "fenomeno Vendola" sia destinato a sgonfiarsi presto. Per questo, qualcuno suggerisce al governatore prima di "Pugliare l'Italia", di "Pugliare la Puglia".

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