Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Riflessioni a freddo su Parigi

"Dall’attentato a New York dell’11 settembre 2001 ad oggi, abbiamo assistito, alcuni sgomenti altri con indifferenza,  ad una escalation terribile di atti di guerra e di terrorismo"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Dall’attentato a New York dell’11 settembre 2001 ad oggi, abbiamo assistito, alcuni sgomenti altri con indifferenza,  ad una escalation terribile di atti di guerra e di terrorismo che hanno infiammato il mondo, specialmente il Medio Oriente e l’Africa. I mostri Al Qaeda, Talebani, Boko Haram, e in ultimo ISIS, sono entrati a turbare la nostra vita, la vita degli europei e degli italiani, ma solo come in un film o peggio un video giochi a cui dedicare pochi momenti della nostra attenzione per poi ritornare a tempo pieno alle tele novelle, ai talent show, alle futili e alienanti performaces sui vari social.

Mai nessuno ha prestato veramente attenzione al grido di allarme lanciato in più occasioni da Papa Francesco che denunciava, senza mezzi termini, l’avvio da parte di “ignoti” di una terza guerra mondiale a macchia di leopardo e in aree lontane da noi, per l’egemonia politica e il controllo delle risorse naturali del pianeta. Così il conflitto israelo/palestinese deborda, il nord Africa si infiamma al grido “libertè egalitè fraternitè” e si trasforma nel suo esatto contrario “oppressione, ingiustizia sociale e guerra” strumentalizzando un DIO evocante antiche paure e strattonato e vituperato da antiche e feudali rivalità tra i suoi seguaci come quella, ormai fuori tempo, tra sunniti e sciiti. Ciò ha dato l’occasione all’occidente di allargare la propria guerra per il dominio del mondo aprendo un altro fronte di instabilità, quello siriano che vede contrapposti il blocco iraniano a quello saudita che, per l’occasione e chiari interessi di potere, diventa incomprensibile alleato degli americani e dei tradizionali nemici, gli israeliani, con buona pace per lo Stato Palestinese, venduto e tradito dai fratelli e che assiste impotente al genocidio della propria gente e alla scomparsa dei suoi territori e della sua dignità di popolo, nell’indifferenza della gente d’Europa e d’Italia in tutt’altre faccende affaccendata.

Guai però quando i mostri politici si rivestono di abiti religiosi e la religione diventa rifugio per molti, specialmente giovani, per dare un senso ad una esistenza frustrata e oppressa e individuare una risposta forte ad un sistema economico e sociale globalizzato e imperialista che sopprime di fatto le libertà e rende impotenti di reagire nelle forme tradizionali democratiche. I mostri fanno il salto di qualità e si emancipano dalle ragioni che li avevano creati e cominciano a vivere di vita propria e, specialmente, di idee proprie; nel nome di una religione mal interpretata, rivendicano il diritto di imporre la propria ideologia con la violenza e la forza delle armi e del potere economico acquisiti grazie alla “generosità” dei propri creatori, non più in grado di confinarli nel perimetro a loro assegnato per la missione per la quale erano stati creati, cioè quella di creare instabilità internazionale in aree mondiali specifiche e solo in quelle. Succede che il perimetro venga violato e la guerra si trasferisce fuori di esso, individuando oppressori da sopprimere senza timore alcuno e senza alcun limite, al grido,questa volta inneggiante a un DIO che non li riconosce, ma dal quale prendono il coraggio e la forza per uccidere e morire.

Finalmente l’indignazione è forte, la solidarietà mondiale esplode, dopo aver chiuso gli occhi su Palestina, Nord Africa, Nigeria, Mali, Siria e così via, con centinaia di migliaia di morti ammazzati…la guerra è arrivata a casa nostra e porta il terrore e la morte a Parigi e la paura in tutto l’occidente…ormai i mostri si sono emancipati e si rivoltano contro i propri creatori.

La reazione è forte, immediata e violenta….la Francia bombarda convulsamente obiettivi ISIS in Siria distruggendo centri strategici dei terroristi (e molti si domandano per quale motivo non lo si è fatto prima visto che si sapeva esattamente dove colpire al cuore l’organizzazione). ANCORA E SOLO UNA RISPOSTA DI GUERRA!

Noi siamo convinti che la guerra da sola non serve. Ce lo hanno dimostrato le tante guerre in atto nel mondo. Siamo convinti invece che, come da tempo dice Putin, sia purtroppo, a questo punto, necessario dare una risposta militare ma non scomposta, unitaria e concordata tra tutti i soggetti coinvolti, dalla Russia all’Iran, dagli USA e i suoi alleati al mondo arabo, perché sia una risposta definitiva contro l’ISIS e non strumentale a interessi economici e politici di parte. Siamo anche convinti però che la migliore risposta possibile debba essere una sola: la PACE…!!!

Sconfitto militarmente l’ISIS sul suo campo (una coalizione internazionale come indicato da Putin ci impiegherebbe non più di un mese), rafforzata l’azione di intelligence nelle altre aree per garantire sicurezza, che non vuol dire cancellare i diritti costituzionali dei cittadini occidentali (uno degli obiettivi dei creatori di mostri e instabilità per acquisire il controllo del mondo), ricominciamo dalla PACE senza se e senza ma, fermiamo le guerre in atto e ritorniamo a sederci al tavolo di una sana diplomazia per affrontare e risolvere i conflitti in atto, a ricominciare da quello israelo/palestinese. Riprendiamo al più presto a parlarci, torni presto Rohani in Europa, approfittiamo della Presidenza al Consiglio ONU per i Diritti Umani dell’Arabia Saudita per favorire un approfondimento e una responsabilizzazione dei Paesi del Medio Oriente in merito, fermiamo immediatamente la guerra in Siria senza esitazioni, per consentire un dialogo nuovo tra le parti e fermare l’esodo biblico dei migranti senza alternative, sconfiggiamo il tentativo razzista di alcuni che puntano sconsideratamente in Italia ed in Europa, strumentalizzando i morti di Parigi, a chiudere definitivamente il dialogo tra religioni e culture e ad impedire le libertà religiosa e civile. Insomma se vogliamo veramente onorare la memoria dei morti innocenti in Francia, in Siria, in Libano, in Palestina e in tutti gli altri Paesi del mondo SOTTO ATTACCO, rinnoviamo tutti insieme la fedeltà vera e non strumentale agli ideali della rivoluzione francese nel nome della PACE e contro ogni tipo di guerra.

Perciò condanna totale al terrorismo internazionale, sia mediorientale che occidentale, condanna netta dell’ISIS, che nulla ha a che fare con la comunità islamica internazionale, e condanna altrettanto netta del terrorismo coperto da legalità praticato dai servizi segreti del mondo occidentale; cordoglio per le vittime di Parigi e vicinanza fraterna alle loro famiglie. Ma nessuna solidarietà al governo francese fin quando sul suo palazzo non verrà ammainata la bandiera di guerra e non verrà issata quella della Pace.

L’Università Islamica per questi principi si batterà rilanciando il progetto della “Cittadella della Pace - Conferenza Permanente di Stati per la Pace e la Sicurezza” e annunciando una serie di iniziative pubbliche e conferenze con le Ambasciate dei Paesi Mediterranei e Medio Orientali su questo tema e su quello dei Diritti Umani. Sulla nostra Università oggi e sempre sventoleranno insieme le bandiere di tutte i popoli vittime del terrorismo e della guerra.

Lecce 18/11/2105

                                                                                  Il Presidente

(Avv Giampiero.Khaled Paladini)

          

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