Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Riforma Iacp e politiche abitative: se ne parla in quinta commissione regionale

Discussione sul disegno di legge di riforma dell'istituto autonomo delle case popolari: il gruppo Udc a Viale Capruzzi propone un consiglio di amministrazione con tre persone, a coste contenuti e mansioni di controllo dell'agenzia

foto di repertorio

LECCE - “Il disegno di legge di riforma degli Iacp, che ha tra i suoi obiettivi quello di riorganizzare l’intervento pubblico nel campo delle politiche abitative, è un’occasione di riflessione sulla opportunità di continuare ad affidare questi enti ad un amministratore unico oppure ad un consiglio di amministrazione che eserciti un controllo democratico  e attui i programmi che la Regione gli assegna”.

È quanto dichiara il capogruppo Udc a Viale Capruzzi, Salvatore Negro, a proposito del dibattito sul disegno di legge 22 del 2013 “Riordino delle funzioni amministrative in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale e riforma degli enti regionali operanti nel settore” che sarà discusso in quinta commissione il prossimo 30 gennaio. Il disegno di legge arriva dopo 10 di commissariamento degli Iacp.

“Considerato il perdurare della crisi economica – ha sottolineato Negro – oggi più che mai, occorre procedere ad una riforma degli Istituti autonomi case popolari che assicuri un miglioramento delle condizioni abitative soprattutto della fasce più deboli della popolazione. Per restituire centralità al diritto sociale all’abitare occorre una gestione attenta e democratica degli Iacp”.

Per Negro, la storia degli amministratori unici negli ultimi 20 anni non è stata certamente esaltante né ha prodotto sempre quei risultati che ci si attendeva. Per questo, appare al consigliere regionale più opportuna la nomina di un consiglio di amministrazione di tre persone, dai costi contenuti (con solo rimborso spese) e con capacità di controllo sull’attuazione dei programmi e sull’efficienza dell’agire di quella agenzia.

“Non vogliamo creare nuove poltrone politiche – precisa Negro - o ulteriore aggravio della spesa pubblica. Per questo i tre componenti del consiglio riteniamo debbano essere espressione uno della Regione, uno dell’Anci e l’altro del Sunia, il sindacato più rappresentativo degli inquilini. L’unico obiettivo è quello di stabilire criteri rigidi e precisi per nominare un consiglio di amministrazione che eserciti un controllo democratico e assicuri la realizzazione di quegli obiettivi che la legge si propone, ovvero di accrescere la qualità dei servizi prestati agli utenti e contribuire a migliorare la condizione abitativa di migliaia di pugliesi”.

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