Pd, ”Riformisti” lasciano la Direzione. Chiesta la revoca del coordinatore Abaterusso

Nuovo capitolo nella lotta interna ai democratici: dopo la lettura di un documento da parte di Remigio Venuti, la minoranza si alza e se ne va. Sulla rimozione del coordinatore della segreteria, il segretario replica: "Pensino a cose più serie"

Salvatore Piconese tra Paola Povero e Gabriele Abaterusso (archivio).

LECCE – Il contrasto in corso del Partito Democratico provinciale ha vissuto oggi un nuovo capitolo: i componenti della Direzione provinciale che fanno riferimento alla minoranza riunita sotto la sigla “Riformisti per il Salento” hanno abbandonato i lavori dopo la lettura da parte di Remigio Venuti di un documento che in gran parte riprende le argomentazioni già espresse nei giorni scorsi per spiegare la sconfitta alle elezioni provinciali.

Sotto accusa il segretario provinciale Salvatore Piconese, “reo” di una gestione verticistica del partito: modalità, questa, sottolineata più volte nei mesi scorsi, e declinata nella fase elettorale da Piconese fino al paradosso, con l’imposizione di scelte non condivise e con l’esclusione di candidati autorevoli come Alfonso Rampino: fatto che ha portato alla presentazione di una lista incompleta.

Ma c’è un altro elemento che ha ulteriormente irrigidito le posizioni: si tratta della nota con cui il coordinatore della segreteria, Gabriele Abaterusso, ha commentato il ruolo di alcuni dirigenti del partito, in primis di Teresa Bellanova, che si sarebbe di fatto disinteressata dalla vicenda delle provinciali. Una sorta di tradimento, insomma. E per questo i Riformisti hanno oggi chiesto al segretario di revocare la delega ad Abaterusso. Secca la risposta di Piconese: “Li invito a pensare a cose più serie, come lo sviluppo delle nostre comunità”.

Il segretario ha sottolineato come i lavori della Direzione siano proseguiti normalmente alla presenze di quasi tutti i suoi componenti. La lettura della sconfitta elettorale, per la maggioranza, parte da una premessa diversa: la debolezza strutturale del partito nei comuni di media grandezza. Un handicap che ha impedito il sorpasso ai danni del centrodestra che in quei centri ha insediato amministrazioni proprio nel triennio – ha sottolineato Piconese – in cui il Pd è stato diretto da Salvatore Capone che sarebbe stato un altro dei big poco attivi nella campagna elettorale. D’altra parte, va ricordato, le frizioni tra gli attuali dirigenti provinciali e i parlamentari Bellanova e Capone risale allo scorso autunno, e cioè alla fase congressuale.

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Per Piconese il risultato delle urne è stato comunque non da buttare via, sebbene a suo dire ci siano da approfondire alcune situazioni come quelle di Copertino e Gallipoli. E per il segretario l’impegno è ora quello di incalzare il confermato presidente, Antonio Gabellone, sul nuovo ruolo dell’ente dopo la riforma Delrio.

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