Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Pd, le minoranze insorgono contro Piconese: “Gestione casareccia e padronale”

Paolo Foresio, Alfonso Rampino e Remigio Venuti, a nome dei "Riformisti per il Salento" chiedono al segretario il rispetto delle regole del partito e un progetto politico condiviso con il territorio. La replica: "Siamo nella direzione giusta"

Da sinistra Remigio Venuti, Paolo Foresio e Alfonso Rampino.

LECCE – E’ labile comprendere qual è il confine tra il concetto di minoranza e quello di opposizione. Soprattutto dopo le parole pronunciate da tre esponenti di rilievo del Partito democratico rispetto alla gestione di Salvatore Piconese, segretario provinciale dal novembre scorso.

La convinzione di Paolo Foresio, Alfonso Rampino e Remigio Venuti - che hanno incontrato i cronisti nella sede cittadina di via Milizia, e non in quella della federazione nella vicina sede di via Tasso – è che il metodo di governo del partito messo in piedi da Piconese limiti fortemente la vocazione maggioritaria che il Pd ha a livello nazionale, comprimendone le possibilità di espansione.

In altre parole il segretario e i suoi principali collaboratori si preoccuperebbero più di nomine imposte sul territorio, di discutere nelle “segrete stanze” dei candidati per la presidenza della Provincia secondo le nuove regole di elezione indiretta da parte di sindaci e consiglieri dei comuni salentini, piuttosto che di dare un respiro e un’azione coerenti con il consenso elettorale ricevuto alle elezioni europee e anche alle amministrative.

I tre dirigenti che hanno parlato in conferenza sono rappresentanti di raggruppamenti che allo scorso congresso erano in competizione, anche aspra: Foresio, che è capogruppo al Comune di Lecce, è un renziano della prima ora, mentre sia Rampino che Venuti rappresentano, seppur in modi diversi, l’anima del partito che una volta era diessina, ma mentre il primo era candidato alla segreteria, il secondo, già sindaco di Casarano, ha sostenuto Vincenzo Toma, attualmente vicesegretario. Oggi firmano insieme come “Riformisti per il Salento” e propongono una forte iniziativa unitaria che intanto parte da alcune richieste concrete: l’annullamento dei coordinamenti d’area perché sarebbero stati costituiti in violazione dello statuto del partito e l’insediamento della commissione di garanzia.

“Il nostro obiettivo – ha dichiarato Rampino – non è presentare una mozione di sfiducia contro il segretario Piconese, ma inchiodarlo alla sua inadeguatezza”. E sempre l’ex consigliere provinciale ha parlato di un “partito casereccio e padronale” mentre Venuti ha parlato di un Pd totalmente assente come soggetto collettivo dai dibattiti del territorio: su questioni come il gasdotto Tap o il porto turistico di Otranto le prese di posizioni sono state individuali e talvolta anche contrastanti, ha sottolineato l’esponente casaranese.

La replica: “Patto per il Salento grande occasione per tutti”

Da Bari, dove è stato impegnato in un incontro della Direzione regionale, Salvatore Piconese ha replicato rivendicando il merito di aver lavorato sodo alla riorganizzazione del partito e alla costruzione di una "iniziativa politica che mancava da tempo e che già adesso è più avanti rispetto alle sollecitazioni del coordinamento dei riformisti”.

In questa direzione, ha aggiunto il segretario, va il cosiddetto patto per il Salento, da sottoscrivere con la Regione Puglia, che ha già ricevuto il consenso del segretario regionale, Michele Emiliano, presente nei giorni scorsi all’assemblea provinciale dove Piconese ha lanciato il programma: “Il patto, di cui si discuterà nella Direzione provinciale del 25 luglio, è una grande occasione per il Pd salentino ed è costituito da due tracce: quella delle autonomie locali nel disegno di riforma generale e quella dello sviluppo economico e sociale con i fondi strutturali europei 2014 – 2020”.

Per quanto riguarda le elezioni per presidente e consiglio provinciale, saranno all’ordine del giorno – ha assicurato Piconese - nella Direzione in calendario per il 1 di agosto: “L’obiettivo è quello, nel rispetto delle legittime divergenze, di consolidare l’unità del partito in vista degli appuntamenti elettorali prossimi, tra cui le regionali del 2015”.

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