rotate-mobile
Il commento

Rimpasto in giunta, l’amarezza dell’ex assessora Maraschio: “No ad altro incarico”

Dopo le decisioni di Emiliano la rappresentante salentina non nasconde sorpresa: “Operazione moralità e legalità si esaurisce con la fuoriuscita della sottoscritta”. E rifiuta la proposta di entrare nello staff del presidente

BARI/LECCE – Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la Regione Puglia, l’esigenza di un cambio di passo richiesto dai partiti nazionali e un rimpasto di giunta che non accontenta tutti. Sono ore convulse quelle che vive il governo pugliese di Michele Emiliano che, dopo le dimissioni dell’assessore Palese ha ritirato le deleghe assessorili ai tecnici del suo esecutivo, nominando tre nuove figure in giunta.

Ma, come esplicitato ieri, ora vacilla l’accordo con Sinistra Italiana, dopo il sacrificio di Anna Grazia Maraschio, che, proprio in queste ore, ha voluto commentare, non senza amarezza, la propria estromissione dalla giunta in cui ha retto le deleghe ambientali: “Quindi l’operazione moralità e legalità della giunta regionale pugliese si esaurisce, in sostanza – dichiara -, con la fuoriuscita della sottoscritta. Questo è il segnale di discontinuità che si vuole far passare. Rispondo con un sorriso”.

Maraschio ringrazia le centinaia di persone, di amministratori, di cittadini che le stanno attestando “solidarietà, messaggi di indignazione e puro sconcerto”, precisando: “Non accetterò l’incarico all’interno dello staff del presidente Emiliano, ipotesi che mi è stata prospettata e che ringrazio per l’offerta”.

“Tra galleggiare e navigare – prosegue - ho sempre scelto la seconda opzione nella mia vita, con il vento in poppa e libera da condizionamenti. Tutto quello che ho ottenuto è stato grazie alla cultura del lavoro, l’unica che mi permea e alla quale rispondo”.

L’ex assessora aggiunge di aver portato la stessa “cultura” all’interno dell’assessorato che ha guidato, ringraziando i collaboratori e i funzionari che hanno seguito la sua visione politica: “Non rinnego nulla – dichiara - e non nascondo che sono stati anni belli, intensi, ricchi di soddisfazioni ma anche duri. Spesso ho dovuto lottare in solitudine, sentendomi come una mosca bianca”.

“In tutta questa vicenda – insiste -, c’è solo un aspetto che mi lascia l’amaro in bocca: la brusca interruzione di un percorso di programmazione e pianificazione dell’assessorato, che andava dalle misure di tutela dell’ambiente e del clima fino all’impostazione di una nuova politica abitativa che non considerasse solo le case ma anche le persone e il loro benessere”.

“Quando si interrompe un percorso così – conclude -, il rischio è che il beneficio possa essere per pochissimi e il danno per molti, moltissimi cittadini pugliesi. Ma avverto anche un’altra convinzione: chi semina bene raccoglie il giusto e i germogli non tarderanno ad arrivare”.

Resta critico il centrodestra che, attraverso il leghista Davide Bellomo, deputato e componente della commissione Giustizia della Camera, parla di “rimpastino”: “Emiliano – dichiara - si è limitato a sostituire i tecnici, in un’operazione che non ha nulla di politico. Siamo di fronte a un maquillage inconcludente quanto imbarazzante. Se davvero il Governatore volesse fare quella pulizia tra le mura domestiche che tutti auspichiamo, e che il segretario del suo partito gli ha chiesto, allora sarebbe indispensabile rivoluzionare tutte le nomine di derivazione regionale, spesso sconcertanti, che ha fatto in questi anni, adottando finalmente quei criteri di competenza e professionalità che da tempo invochiamo senza fortuna”.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rimpasto in giunta, l’amarezza dell’ex assessora Maraschio: “No ad altro incarico”

LeccePrima è in caricamento