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La scelta di Emiliano: Palese si dimette, nuove assessore per Ambiente, Mobilità e Cultura. Ma ora vacilla l’accordo con SI

L’assessore tecnico alla Sanità lascia la giunta su invito del governatore, sollecitato a sua volta dalla segretaria PD Schlein. In serata nominate le nuove assessore, ma le dimissioni richieste ad Anna Grazia Maraschio potrebbero mettere a dura prova gli accordi con Sinistra Italiana

BARI – Dopo l’esplosione delle vicende giudiziarie che hanno travolto alcuni nomi della giunta e della maggioranza della Regione Puglia, parte la “bonifica” delle schegge. Di ufficiale, in un primo momento, vi erano solo le dimissioni di Rocco Palese. In serata, sono arrivate le nuove nomine. Manca proprio quella alla Sanità.

Sollecitato dal governatore Michele Emiliano, per cominciare, l’assessore regionale alle Politiche della salute lascia l’incarico. “Considerata l’attuale situazione politica, ho ritenuto opportuno formalizzare le mie dimissioni, anche nella speranza che questo possa favorire una più rapida soluzione che consenta al Governo regionale di riprendere e continuare a lavorare per il bene dei cittadini pugliesi. Ringrazio il presidente Emiliano per la fiducia mai venuta meno nei miei confronti - aggiunge Palese - e gli rinnovo la mia stima. Il mio apporto a questo Governo regionale è sempre stato di carattere esclusivamente tecnico, non certo politico, ma proprio perché comprendo la difficoltà dell’attuale situazione politica, con lo stesso spirito di servizio con cui accettai di entrare in Giunta, ho rassegnato le dimissioni”.

L’invito al rinnovamento e il nodo SI

La necessità di un rinnovamento - sulla scorta della quale la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha spronato il governatore Pugliese - ha investito non soltanto la delega alla Sanità, ma anche quella all’Ambiente. Lascia l’incarico regionale Anna Grazia Maraschio, l’altra esponente salentina della giunta. Se per Palese (totalmente estraneo alle indagini che hanno colpito alcuni esponenti), la rinuncia all’assessorato può essere letta in chiave politica, magari per dare quella maggiore curvatura partitica mancata fino ad ora, la stessa non si spiega per Maraschio. Non solo perché anche l’avvocata leccese non è stata coinvolta in nessuna delle bufere giudiziarie degli ultimi giorni. Ma soprattutto perché, estromettendola dalla giunta, salterebbe inevitabilmente l’accordo con Sinistra Italiana, di cui Maraschio è l’unica esponente. Un segnale indecifrabile, con la tornata elettorale barese alle porte, che non rischia solo potenzialmente di incrinare i rapporti tra PD e SI, ma che ha già creato dei malumori nel presidente del partito Nichi Vendola  e nella segreteria nazionale coordinata da Nicola Fratoianni, decisi a non restare a guardare.

Assessorati al femminile

Subentra a Maraschio Serena Triggiani, alla quale passeranno le deleghe all’Ambiente, Ciclo rifiuti e bonifiche, Vigilanza ambientale, Parchi, Rischio industriale, Politiche abitative, Crisi industriali e Politiche di genere. Avvocata barese ed esperta nella valutazione dirigenziale nelle pubbliche amministrazioni, ha anche ricoperto la carica di presidente dell’Ordine degli avvocati, per alcuni mesi a cavallo tra il 2022 e il 2023.

Il Salento toglie, il Salento dà.  Proprio dal Tacco si  affaccia su Bari un’altra novità: alla poltrona di assessora alla Cultura e alla Legalità siederà infatti Viviana Matrangola. Architetta con una tesi in beni confiscati alla mafia e dipendente del Comune di Nardò, è nota per il suo impegno nella lotta alle mafie: dirigente dell’associazione Libera, è anche la figlia di Renata Fonte, la politica neretina assassinata esattamente 40 anni fa, per aver difeso la costa di Porto Selvaggio dalle speculazioni edilizie. Matrangola ha vinto, nel 2017, il Premio Borsellino per l’impegno civile.

Debora Ciliento, infine, incaricata come assessora con delega ai Trasporti e Mobilità sostenibile. Di professione educatrice, ex assessora del Comune di Trani, è tuttora consigliera regionale e vice presidente commissione studio e legalità, componente della Terza commissione Welfare e Sanità, e della Sesta commissione Cultura, istruzione e lavoro. Subentra ad Anita Murodinoia, accusata di corruzione elettorale nell’ambito di una inchiesta della Procura della Repubblica di Bari che ha visto come principale indagato il marito.

La mozione di sfiducia attesa mercoledì

Attesa per domani, intanto, la mozione di sfiducia nei confronti di Michele Emiliano, preannunciata dai membri dei gruppi di Fratelli d’Italia, Forza Italia e La Puglia Domani. Una iniziativa alla quale il salentino Cristian Casili, esponente del Movimento Cinque Stelle e vicepresidente del Consiglio regionale, ha già dichiarato che non aderirà: nonostante i pentastellati si siano già tirati ufficialmente fuori, lui non voterà dunque a favore delle dimissioni di Emiliano.

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