Ecotassa, tanto rumore per nulla: il consiglio regionale delibera il rinvio

Legambiente dura contro la decisione dell'assise che ha approvato a maggioranza una proposta di legge targata Pd, Ncd e Psi. A determinate condizioni, alla portata di tutte le amministrazioni, restano le aliquote del 2013. Soddisfatti Blasi, Congedo e Ruggeri: "Scelta di buon senso"

BARI – Il consiglio regionale ha approvato a maggioranza nella seduta odierna il rinvio dell’ecotassa sulla base di una proposta di legge a firma di tre consiglieri (Pd, Ncd e Misto-Psi). Per l’anno in corso i comuni potranno applicare l’aliquota del 2013 se a giugno registreranno un incremento del 5 per cento della raccolta differenziata rispetto al dato del novembre scorso, ferma restando l’attivazione delle cosiddette best practices previste nel Piano regionale dei rifiuti. Le amministrazioni che otterranno un tasso complessivo di almeno il 65 per cento potranno applicare la tariffa minima di 5,17 euro per tonnellata.

Per il 2014 potranno comunque confermare l’aliquota del 2013 i comuni che non hanno raggiunto un incremento del 5 per cento nella raccolta differenziata  a giugno 2014 o del 6 per cento a novembre dello stesso anno, ma a condizione che a giugno 2015 riescano a ottenere un incremento del 7 per cento in più rispetto al periodo settembre 2012- agosto 2013.

Duro il giudizio di Legambiente, attraverso le parole del presidente della sezione pugliese, Francesco Tarantini: “Assistiamo all’ennesima decisione che beffa i comuni virtuosi e premia invece quanti non sono riusciti a raggiungere percentuali significative di raccolta differenziata continuando a smaltire i rifiuti nelle discariche oggi al collasso, come dimostra la chiusura dell’ennesimo impianto pugliese di Autigno. Quante discariche ancora dovranno essere chiuse e quante se ne dovranno aprire prima che si inverta la rotta? Nonostante le denunce, i proclami e le dichiarazioni ad effetto la Puglia continua ad andare in controtendenza rispetto alla normativa europea che da oltre di vent’anni prevede che l’uso della discarica diventi opzione residuale dopo prevenzione, riciclaggio e recupero”.

“Si continua a non cogliere l’importanza dell’ecotassa – ha proseguito Tarantini -, ossia il sistema di premialità e penalità, che in altre regioni, come Marche e Sardegna, ha fatto aumentare notevolmente le percentuali di raccolta differenziata riducendo lo smaltimento dei rifiuti in discarica. Nell’Italia meridionale, secondo i dati Ispra, le regioni peggio classificate proprio sul fronte dello smaltimento in discarica sono la Sicilia, con il 93 per cento, la Calabria, con il 71, e la Puglia con il 67 di rifiuti urbani”. 

Soddisfatti invece tutti gli altri: “Coerentemente con quanto ho sempre sostenuto, e cioè che si tratta di un provvedimento ingiusto – questo il commento del consigliere del Pd, Sergio Blasi, ho votato a favore del rinvio dell’ecotassa nei confronti dei comuni che non hanno raggiunto gli obiettivi di raccolta differenziata. Il motivo è semplice: non è colpa dei cittadini se il ciclo dei rifiuti in Puglia non è stato chiuso”.

Per Saverio Congedo, di Forza Italia, “Il rinvio dell’ecotassa è un atto di buonsenso, ma anche l’ennesima dimostrazione di quanto sia stata approssimativa la gestione dei rifiuti da parte di questa giunta regionale. Dalla determina dirigenziale del 13 gennaio scorso  si evince chiaramente che la stragrande maggioranza dei comuni non sia riuscita a raggiungere la soglia del 40 per cento di raccolta differenziata e sia, quindi, soggetta all’aliquota massima di ecotassa pari a 25,82 euro a tonnellata. Con tutta evidenza, ciò è dovuto all’impegno che la Regione ha disatteso, ovvero quello di destinare diversi milioni di euro per la trasformazione degli impianti di biostabilizzazione esistenti in impianti di compostaggio e per la costruzione di nuovi”.

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Sulla stessa lunghezza d’onda Salvatore Negro, capogruppo dell’Udc: “La proroga dell’introduzione dell’ecotassa è una scelta di buon senso in quanto evita di colpire, con un nuovo ed ingiusto balzello, le tasche dei cittadini pugliesi. Le amministrazioni locali, però, non devono abbassare la guardia ma continuare a mettere in atto ogni sforzo per aumentare la raccolta differenziata che si traduce sempre in una maggiore tutela dell’ambiente e della salute”.  

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