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Vertice ex Bat, ennesimo rinvio. “Le aziende devono finanziare la ricerca di investitori”

L'incontro al Mise è stato presieduto da sindacati ed istituzioni, senza la multinazionale. Convocato un tavolo straordinario di ricollocazione in collaborazione con Regione Puglia. Insoddisfazione generale delle organizzazioni sociali. Bellanova: "Il lavoro del governo non è finito"

Una precedente protesta

LECCE – Si è tenuto oggi, 21 maggio, l’ennesimo tavolo per la vertenza ex Bat di Lecce, convocato presso il ministero dello Sviluppo economico. Un incontro che, però, ha registrato due assenze importanti: quella della multinazionale del tabacco, che aveva declinato l’invito con un certo anticipo, e quella della Regione Puglia. Due assenze che “pesano”, ha dichiarato il segretario di Ugl Lecce, Vito Perrone: “Bat Italia è stata latitante, per l’ennesima volta, così come la Regione che, seppur impegnata con la campagna elettorale, avrebbe dovuto mandare a Roma almeno i suoi assessori Leo Caroli e Loredana Capone – commenta il sindacalista -. Per l’ennesima volta non si siamo riusciti a capire a chi attribuire le responsabilità di questa fallita riconversione. Non possiamo fare altro che aspettare”.

Al tavolo ministeriale  hanno partecipato, invece, il sottosegretario al Lavoro Bellanova, il dottor Castano del Mise, la vice presidente della Provincia di Lecce Simona Manca, il sindaco di Lecce Paolo Perrone, le organizzazioni sindacali confederali nazionali e provinciali Cgil, Cisl e Uil e di categoria Fiom, Fim e Uilm, Failm Cisal e Ugl.

Il dibattito è stato piuttosto complesso ed ha portato ad alcune determinazioni, messe a verbale: continuare a incalzare Bat e le aziende che non hanno mantenuto gli impegni assunti; recuperare la disponibilità degli immobili di Inser ; attivare un tavolo straordinario di ricollocazione dei lavoratori in accordo con Regione Puglia, Italia Lavoro ed Invitalia, oltre al ministero del Lavoro, Mise e organizzazioni sindacali; chiedere a Bat e alle altre aziende di finanziare un'attività di ricerca di nuovi investitori.

Il prossimo appuntamento è stato calendarizzato, dunque, entro la fine del mese di giugno 2015. Si tratta, chiaramente, dell’ennesimo slittamento di una questione che appare lontana dalla sua risoluzione definitiva, come hanno evidenziato gli stessi esponenti sindacali.

"Siamo delusi e insoddisfatti - commentano Salvatore Giannetto, segretario generale Uil Lecce e Piero Fioretti, segretario Uilm Lecce -, si continuano a convocare e rimandare tavoli e Bat non può far finta di nulla, dimenticando le rassicurazioni date circa l’affidabilità delle aziende subentranti. Dall'altro lato, il governo deve affrontare la situazione con la dovuta attenzione e prendendo una posizione netta e chiara, per il bene di tutti i lavoratori”.

“Noi - continuano - siamo convinti che vada riaperto il confronto con Bat sulla base di investimenti qualificati da realizzare sempre in loco. Per questo, ribadiamo la necessità di attivare azioni positive che attraggano investimenti produttivi nei settori oggi protagonisti, anche in Puglia, di produzioni come l'aeronautico, la meccanica utensile, la meccatronica e le Ferrovie dello Stato".

La segreteria provinciale di Cgil ricorda come il Mise fosse il garante dell’accordo del 2010, “ma oggi non è evidentemente in grado di far sedere al tavolo né la Bat, né le aziende della riconversione”.

“Non siamo contenti di come si sia involuta, in questi anni, la riconversione- proseguono i rappresentanti Cgil Lecce- : siamo indignati di come gli impegni con i lavoratori e con questo territorio siano stati disattesi”. E, per quanto riguarda il vertice odierno, rilevano un solo aspetto positivo nella generale insoddisfazione, ovvero “l’impegno da parte del Mise di attivare, per fine giugno, un tavolo straordinario di ricollocazione”.

Il governo, comunque, non considera esaurito il suo ruolo e rinnova l’impegno a trovare soluzioni. Parola del sottosegretario Teresa Bellanova che spiega: “Abbiamo concordato di istituire un tavolo straordinario ed  alcuni punti sono però chiari sin da adesso: con il Mise continueremo a incalzare le aziende che non hanno mantenuto gli impegni, risalenti al 2010, e ci adopereremo per recuperare la disponibilità degli immobili della Inser. Parte integrante delle azioni utili a gestire questa vicenda, che parla di un percorso consumato malamente , sarà infine la richiesta alle aziende coinvolte di finanziare l’attività di ricerca di nuovi investitori”.        

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