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Scuole salentine al gelo. La destra punta il dito contro la riforma Delrio

Gli studenti degli istituti di Lecce e provincia continuano a restare al freddo. Molti si sono attrezzati con le borse d'acqua calda elettriche, sovraccaricando la rete. Sulla questione è anche intervenuto Erio Congedo, il quale ha definito la riforma Renzi-Delrio "un grande pasticcio"

Un'aula scolastica (@TM News/Infophoto)

LECCE – Le temperature non accennano ad aumentare e le scuole restano al freddo. Diverse le segnalazioni giunte in questi giorni dagli istituti della provincia, nei quali l’utilizzo del riscaldamento è stato ridotto. Da un paio di giorni, inoltre,  anche la succursale del Liceo scientifico “De Giorgi” di Lecce avrebbe spento i termosifoni.

Tanto da spingere alcuni studenti ad attrezzarsi con le borse d’acqua calda elettriche, facendo scattare il contatore, forse per il sovraccarico.  Una situazione che coinvolgerebbe tante strutture scolastiche del tacco e sulla quale è anche intervenuto il presidente vicario del gruppo Pdl e Fi alla Regione Puglia, Erio Congedo.

Le scuole del Salento sono al gelo a causa del taglio di risorse e competenze che la riforma Del Rio ha effettuato nei confronti delle Province, cui dal primo gennaio competono gli interventi di manutenzione delle strutture scolastiche, ma non più le spese vive di gestione e di funzionamento degli istituti. Come ampiamente previsto – puntualizza Congedo - la riforma Renzi -Delrio delle Province si sta rivelando incompleta e sbagliata, insomma un grosso pasticcio”.

“Il nodo della gestione degli istituti scolastici, che in questi giorni sono al freddo perché non si capisce chi e con quali risorse debba provvedere al riscaldamento sta assumendo i contorni di una questione grottesca, con studenti e docenti in aula con cappotti e sciarpe, di fatto impossibilitati a svolgere le attività consuete”, ha concluso l’esponente politico.

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