Sabato, 18 Settembre 2021
Politica

Risarcimento da 5 milioni: il Comune rischia di pagare il triplo di quanto incassato

La vicenda nasce nel 2011 con l'aggiudicazione di un terreno in via Potenza a una società di costruzioni. In commissione Bilancio una prima ricostruzione

LECCE – Spetterà con ogni probabilità alla giustizia amministrativa stabilire se il Comune di Lecce dovrà risarcire con 5 milioni di euro una nota ditta del settore edile. Si tratta della Leo Costruzioni spa che il 18 novembre del 2011 si aggiudicò all’asta, per un milione e 652mila euro, un terreno di proprietà comunale, in via Potenza. Il lotto era stato inserito nel piano delle alienazioni voluto dall'assessore Attilio Monosi.

Della vicenda se ne è discusso oggi nel corso della commissione Bilancio e all’inizio della prossima settimana ci sarà un secondo confronto alla presenza di Maurizio Guido, dirigente del settore Patrimonio. L’intenzione del presidente, Antonio Torricelli, è infatti quella di ricostruire tutti i passaggi.

Il 25 novembre l’amministrazione comunicava l’aggiudicazione definitiva e chiedeva alla società di indicare il notaio di fiducia davanti al quale perfezionare la cessione a fronte del versamento del corrispettivo. Il primo dicembre, però, la Leo Costruzioni rispondeva che il terreno in questione risultava arato e che al suo interno, pochi giorni prima, era stata rilevata la presenza di un camion e di due trattori impegnati nelle operazioni di semina.

Da quel momento è iniziato un botta e riposta in una decina di round in cui si ripete sempre la stessa dinamica: l’amministrazione invita la società a perfezionare la compravendita, senza mai riuscire a mettere il punto finale. La trafila finalmente si conclude il 20 dicembre con la formalizzazione dell’atto di stipula, ma la partita non si chiude: esattamente sette mesi dopo, infatti, la Leo Costruzioni notifica al Comune l’atto di citazione rivendicando l’ingente risarcimento per il presunto ritardo dell’amministrazione nell’adempimento delle sue obbligazioni.

La giunta Salvemini, dunque, si ritrova appena insediata questa grana tra le mani e a novembre decide di resistere in giudizio affidandosi all’avvocato Angelo Vantaggiato. Il primo passo della strategia difensiva è stata la sollevazione dell’eccezione per difetto di giurisdizione: l’istanza è stata accolta e, salvo appello, la competenza sulla vicenda passerà al tribunale amministrativo. Ma, al margine della vicenda legale, restano molti dubbi che le prossime sedute di commissione si incaricheranno di chiarire a partire dal motivo per il quale l’amministrazione non abbia proceduto alla revoca dell’aggiudicazione nel corso dei cinque anni intercorsi dalla stipula. Probabilmente per le stesse esigenze di cassa che hanno spinto al varo del piano delle alienazioni, sapendo di poter contare comunque su un credito certo ed esigibile dopo l’asta. Ma, a fronte della legittima scelta della società di promuovere un giudizio per un presunto danno subito, ora il Comune rischia di pagare tre volte tanto quanto ha incassato.

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