Politica Via Richel Rubichi

Leccesi, in bici meglio che col bus. E quasi tutti vogliono una Ztl più estesa

Illustrati i risultati dell'indagine voluta dal forum tematico "La salute in tutte le politiche". Dei quasi 600 cittadini che hanno risposto, la stragrande maggioranza vorrebbe l'allargamento delle limitazioni al traffico. La situazione attuale è sempre più ingestibile

I lavori in corso in via Rubichi.

LECCE – L’80 per cento dei quasi 600 cittadini che hanno risposto al questionario chiedono l’estensione della zona a traffico limitato. E praticamente tutti, meno una sparuta minoranza, ritengono che sia necessario almeno chiudere effettivamente quella attuale, cioè per 24 ore, limitando l’accesso ai soli residenti e aumentando il numero di vie interamente pedonali.

A guardare i numeri illustrati da Ernesto Mola per conto del forum tematico “La salute in tutte le politiche” si direbbe che i leccesi sembrano più maturi della classe dirigente che li rappresenta (ma che da loro è stata anche votata con percentuali bulgare). E che certo, in questi giorni, arranca nell’improvvisazione dopo la chiusura di via Rubichi per il rifacimento del basolato, il divieto di transito su via Augusto Imperatore, e il conseguente congestionamento di via D’Aragona, la strada del centro cittadino con il maggior numero di locali pubblici e quindi di concessioni per l’utilizzo del suolo pubblico. Una via che, in qualunque altra città d’Italia e d’Europa, sarebbe al massimo transitabile dai residenti.

Certo, i risultati dell’indagine Vota per la tua città svolta dal forum tematico “La salute in tutte le politiche pubbliche” devono essere presi con le pinze perché non si tratta di un’indagine statistica, ma l’orientamento dei cittadini è chiaro: la situazione, così com’è, non regge. Sono state proposte cinque opzioni: la prima indicava la riapertura della Ztl (4,06); la seconda l’effettiva chiusura 24 ore su 24 (15,23); la terza l’estensione fino a via XXV luglio (20,14); la quarta fino a piazza Mazzini (39,76); la quinta la chiusura di tutta la parte di città compresa nel perimetro delle circonvallazione e dei viali (20,71). I questionari sono stati compilati presso un gazebo allestito in piazza Sant’Oronzo il 20 e il 21 giugno, presso alcuni studi medici, ma anche on line.

Altri elementi interessanti, comunque, spingono verso il ripensamento della mobilità cittadina. Il primo riguarda l’utilizzo dei mezzi pubblici per recarsi in centro: il 13,6 per cento ha dichiarato di servirsene ogni tanto e solo il 3,9 spesso; il secondo verte sul ricorso alla bicicletta: più della metà di coloro che hanno risposto usa le due ruote per dirigersi nella parte antica della città.

Il forum fa parte della “Rete delle città sane”, un network voluto dall’Organizzazione mondiale della sanità per sottolineare che la priorità dell’azione amministrativa sul territorio deve essere quella della salute e del benessere psico-fisico della popolazione. All’indagine hanno contribuito anche le associazioni “Vivere Lecce”, “Fiab Cicloamici”, “Uisp”, con l’adesione di “Adoc”.

La prospettiva verso la quale il forum vuole ora tendere è quella di elaborare un progetto che consenta a tutti i cittadini di trarne vantaggio. Quattro gli obiettivi dichiarati: ai residenti deve essere garantito un posto auto e la possibilità di raggiungere la propria abitazione; coloro che vivono fuori dal centro storico devono essere messi in condizione di arrivarci con mezzi alternativi all’automobile; l’istituzione di parcheggi di scambio o comunque nei pressi della ztl per chi arriva da fuori città; politiche di incentivazione per i commercianti del centro storico.

Il tentativo è quello di far convergere, insomma, in un quadro d’insieme, categorie che non sempre vanno nella stessa direzione. Anche perché, inutile girarci intorno, se lo schema della mobilità esistente ancora oggi è quello concepito alla fine degli anni Novanta con la limitazione parziale dell’accesso al centro - ma con la possibilità per tutti dalle 6 alle 21 di tagliarlo in due attraversando via Fazzi, via Augusto Imperatore, via Rubichi, via Leonardo Prato fino a Porta Napoli - è perché nel corso del tempo si sono cristallizzati degli interessi, con vantaggio reciproco tra amministratori e amministrati, fino a diventare sistematico privilegio: la concessione di circa 13 mila pass o permessi temporanei la dice lunga su quale sia l’ampiezza delle maglie usate da quando sono state imposte le prime timide limitazioni.

A proposito di questo aspetto, Beppe D’Ercole, di “Vivere Lecce”, ha manifestato la certezza che prima delle elezioni del 2017 non si arriverà all’approvazione del regolamento che dovrebbe, per la prima volta, porre delle regole certe e aggiornate rispetto all’ordinanza del 1999 targata Adriana Poli Bortone, e ha anche posto il tema del rispetto della legalità – che sarebbe ampiamente calpestata nel centro storico - come condizione preliminare per la garanzia dei diritti delle varie categorie coinvolte: commercianti e residenti in primis. 

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