rotate-mobile
Politica

Pd, dopo la sconfitta torna l’aria da regolamento dei conti. Segretario sotto tiro

Documento dei "Riformisti per il Salento": la gestione di Salvatore Piconese giudicata dilettantistica e arrogante. Ma Umberto Uccella prova a smorzare i toni: "Un risultato prevedibile, dati i rapporti di forza nei consiglio comunali"

LECCE – La minoranza del Pd, dopo la battuta d’arresto, nelle elezioni provinciali, rilancia il suo atto d’accusa nei confronti del segretario provinciale, Salvatore Piconese. Accusato senza mezze misure di una gestione verticistica, arrogante e antidemocratica. E non è certo la prima volta.

Il riferimento della composita area che si riunisce nella sigla “Riformisti per il Salento” è al processo di selezione dei candidati che sarebbero stati di fatto imposti senza il coinvolgimento della base elettorale e cioè di sindaci e consiglieri. La distanza rispetto alla segreteria è poi aumentata ulteriormente con la decisione dell’ultimo minuto di escludere dalla lista il consigliere uscente Alfonso Rampino.

“Ridicolo appare – è scritto in un comunicato diffuso in mattinata - il tentativo di individuare i presunti “traditori”, così da sottrarsi alla doverosa autocritica di chi dirigendo il Partito provinciale ha commesso ripetuti errori di definizione della proposta politica, impostazione della compagna elettorale, selezione e presentazione delle candidature. Basterebbe un solo dato: il netto scarto tra l’accresciuto consenso a Manera, e la debacle delle liste del Pd-centrosinistra, nelle quali, addirittura sono presenti candidati che hanno raccolto un consenso irrilevante”.

Sul medesimo scarto si sofferma la riflessione di Umberto Uccella, storico dirigente di via Tasso, che riconosce al sindaco di Sternatia di essere stato un valore aggiunto ma che respinge al mittente le interpretazioni catastrofiste della minoranza.

“Le elezioni provinciali di domenica scorsa hanno avuto un esito assolutamente prevedibile, dati i rapporti di forza esistenti nell’insieme dei consigli comunali salentini. Anzi, se vi è un dato da sottolineare è che la candidatura di Massimo Manera è quella che rappresenta un indiscutibile valore aggiunto, se è vero che, rispetto alle liste che facevano riferimento al centrosinistra, prende oltre tremilaquattrocento punti in più. Mentre, per converso, la candidatura di Gabellone resta sensibilmente al di sotto del risultato delle sue liste, con milleduecento voti in meno.

“Questo è il dato più significativo se si intende fare i conti per davvero con i fatti e valutare le elezioni di domenica con l’unico metro possibile: quello della politica. E, dunque, è il momento di porre da parte sia i comprensibili risentimenti di chi, giustamente, ce l’ha messa tutta per poter vincere, sia i toni spicciativi di chi, in quel risultato, individua una battuta d’arresto della segreteria provinciale”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pd, dopo la sconfitta torna l’aria da regolamento dei conti. Segretario sotto tiro

LeccePrima è in caricamento