Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Gasdotto, l'assessore Rita Miglietta contro il silenzio della giunta Perrone

La procedura di Via è stata aperta nel 2015 ma l'amministrazione precedente non ha mai adottato pareri o osservazioni in merito

L'assessore Rita Miglietta.

LECCE – Chiamata più volte in causa, e con toni anche aspri, dal movimento No Tap per una posizione giudicata troppo blanda sulla questione del gasdotto, la giunta comunale di Lecce ha prodotto, con la delibera di parere negativo sul metanodotto di interconnessione Snam, il primo passo ufficiale da quando le redini del governo cittadino sono state assunte da Carlo Salvemini. E, in realtà, come ha precisato l’assessore all’Urbanistica, Rita Miglietta, nessun altro provvedimento era stato adottato in precedenza, da quando è stata aperta la procedura di valutazione ambientale, nel novembre del 2015.

“Oggi l'amministrazione con questa delibera – ha dichiara l'assessore all'Urbanistica Rita Miglietta durante la commissione Urbanistica – ricostruisce un iter lungo e complesso che riguarda un'opera che agisce in modo rilevante sul nostro territorio coinvolgendolo in tutto il suo versante orientale e incidendo nelle relazioni tra la città e la sua costa. In un lungo arco temporale che, a partire dal 2015, ha riguardato l'iter procedimentale del metanodotto, mai l'amministrazione fino ad oggi ha ritenuto di dover esprimere osservazioni e pareri, nonostante ripetute trasmissioni del progetto. Una rinuncia grave al dovere che un’amministrazione ha di esprimersi in merito ad un’opera di rilevante importanza e impatto".

"La parte del nostro territorio interessata dall'attraversamento del metanodotto Snam è caratterizzata da un contesto ad alta valenza ambientale e paesaggistica. Nel nostro territorio è previsto l'espianto e reimpianto di 3.200 alberi d'ulivo nella fascia di 40 metri necessaria a realizzare il metanodotto; come riscontrato dal parere contrario del Mibact, il rischio, reale, di mancato attecchimento degli alberi reimpiantati inciderebbe con un forte depauperamento dell'identità consolidata del nostro paesaggio, in larga misura tipizzato a parco agricolo, mettendo a rischio l'equilibrio tra le numerose aree naturali presenti e le aree rurali olivetate”.

In sintonia con l’esponente del governo cittadino il presidente della commissione Urbanistica, Massimo Fragola: “Non possiamo accettare che un territorio già martoriato come il nostro venga vessato da ulteriori opere a forte impatto ambientale, soprattutto se imposte alla cittadinanza senza dialogo e confronto. Oggi ci troviamo a pagare le conseguenze dell’ignavia della precedente amministrazione comunale che ha agito da Ponzio Pilato rispetto alle richieste di parere giunte dal ministero e al tempo stesso della giunta regionale Vendola che ha voluto fortemente l'opera: entrambe non sono state in grado di intervenire sulla vicenda”.

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