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Nuovo canone degli alloggi comunali: ritirata la delibera della discordia

In consiglio comunale il governo cittadino e la minoranza trovano una intesa: agli uffici di Palazzo Carafa il compito di equiparare gli importi

L'assessore Attilio Monosi.

LECCE – Passo indietro dell’amministrazione comunale sui canoni di affitto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

L’assessore al Patrimonio, Attilio Monosi, ha infatti ritirato la delibera con la quale, a detta di quanto denunciato nei giorni scorsi da Antonio Rotundo della minoranza, si sarebbe determinata una disparità di trattamento tra gli inquilini della case di proprietà comunale e quelli delle abitazioni di Arca Sud.

Proprio l’esponente dell’opposizione consiliare ha dato atto all’assessore “di aver compreso la necessità di non insistere sulla delibera”. E’ stato invece approvato un ordine del giorno che impegna gli uffici comunali ad equiparare il canone di tutti gli alloggi.

Della questione se ne parla da tempo, anche nelle commissioni consiliari: da una parte l’esigenza del Comune di adeguare i canoni, dall’altra il rischio di creare una evidente disparità. Rotundo aveva infatti spiegato che il nuovo canone per gli alloggi comunali è stato determinato prendendo come parametro principale un costo di costruzione per metro quadro assolutamente improprio tale che si arriverebbe a 695 euro a metro quadro per gli immobili comunali, a fronte dei 397 di quelli di Arca Sud con la penalizzazione di circa 600 inquilini in una platea di oltre 3mila.

Questa differenza si è determinata utilizzando i parametri utilizzati da Arca Bari (che dal 1991 ha deciso di applicare gli adeguamenti Istat) che erano stati comunicati dagli uffici regionali che si erano però raccomandati di renderli coerenti con quelli di Arca Lecce, che sono decisamente inferiori.

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