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Rivoluzione etica delle comunità per fermare discarica a Corigliano d'Otranto

Quattordici comuni chiedono che si fermi l'impianto, previsto dal piano regionale dei rifiuti e posizionato sulla falda acquifera, a causa dei rischi: "Struttura inaccettabile, inopportuna e inutile". Appello al resto del Salento

CORIGLIANO D'OTRANTO - Un appello ad una rivoluzione etica delle comunità locali per dire no alla discarica di Corigliano d'Otranto, a pochi giorni dalla possibile sua entrata in esercizio, prevista dal piano regionale dei rifiuti e posizionata sulla falda acquifera: a siglarlo sono i Comuni  di Corigliano d’Otranto, Bagnolo, Cannole, Carpignano, Castrignano dei Greci, Cursi, Galatina, Martano, Melpignano, Palmariggi, Sogliano, Soleto Sternatia, Zollino.

Trenta pozzi, molti dei quali di proprietà dell’Acquedotto pugliese, forniscono l’acqua per l’intero Salento e potrebbero essere contaminati da un eventuale percolato rinveniente dai rifiuti. Nessuno studio scientifico garantisce, infatti, la non pericolosità di una discarica posizionata su una falda definita “altamente vulnerabile” e quindi il rischio dell’inquinamento. La discarica è stata progettata sin dal 2003 per accogliere i rifiuti di 46 comuni delimitati all’interno della ex Ato 2, considerando un sistema impiastico che, all’epoca, non prevedeva ancora l’ipotesi del compostaggio.

A distanza di 14 anni, il sistema di raccolta dei rifiuti ha subito una forte accelerazione proprio all’interno del bacino dei comuni dell’ex Ato Le2 e, in particolare, nell’Aro 5, dove  i comuni di Corigliano, Cursi, Castrignano, Carpignano, Zollino, Melpignano, a cui si sono già aggiunti Galatina, Soleto, Sogliano, Palmariggi, Bagnolo, Cannole, si sono attivati a sperimentare il conferimento dellla frazione organica fuori provincia per adempiere fino in fondo alle proprie responsabilità.

Alla luce di queste considerazioni, sarebbe possibile dire, secondo quanto sottoscritto nel documento siglato dai Comuni interessati, che la discarica è oggi inaccettabile (per la pericolosità di una falda che potrebbe subire inquinamento da percolato a causa della sua vulnerabilità definita alta tanto da essere sottoposta a tutela idrogeologica assoluta), inutile (in virtù della sperimentazione avviata dai 6 comuni che potrebbe essere estesa a tutti i restanti comuni), inopportuna (frenerebbe  le buone pratiche della strategia del rifiuto zero, sfida di civiltà per ogni amministrazione).

"Per questo chiediamo - si legge - che la discarica di Corigliano possa essere convertita ad altro uso evitando 'precauzionalmente' e 'preventivamente' il serio rischio di inquinamento della falda. La scelta compiuta dai 6 comuni ( già diventati 14) dovrebbe essere da stimolo per un miglioramento del sistema della raccolta diferenziata che vada nella prospettiva di una vera e seria tutela dell’ambiente".

"Ecco perché - precisano -, l’ entrata in esercizio della discarica di Corigliano assume un valore etico nella misura in cui richiama ciascuno di noi alle proprie responsabilità. Chi utilizza la discarica di Corigliano, sarà solo colui che non avrà considerato fino in fondo le conseguenze delle proprie azioni, e avrà circoscritto i propri comportamenti nell’orizzonte dell’oggi non considerando il futuro dei propri figli".

Si chiede, dunque, la tutela dell'acqua "patrimonio di tutti", rivolgendo un appello ad ogni singola comunità del Salento affinché consideri questo momento "un’occasione straordianria per mettere in campo le energie necessarie a invertire nostri stili di vita e abitudini": "Se scelte sbagliate sono state fatte nei tempi passati - conclude la nota -, a noi, oggi, non è più consentito. Attraverso una leale  condivisione di intenti, e una forte collaborazione tra comunità si potrà colpire un sistema collaudato di smaltimento di rifiuti che prevede ancora, nel 2014, l’utilizzo delle discariche".

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